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Anche da esterno Santoro da una mano a Floris e alla Rai

Parte Ballarò la tv pubblica scopre la rete

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
Anche da esterno Santoro da una mano a Floris e alla Rai

Anche se ha lasciato l’azienda, preferendo seguire le tortuose strade che portano alle emittenti private e alla rete, Michele Santoro continua a “lavorare” per la Rai. Con il suo sbandierato progetto di multipiattaforma, o multimediale se preferite, attraverso il quale vuole trasmettere i suoi “Comizi d’amore”, Michele Chi? ha costretto la tv pubblica ad accorgersi di avere nel suo corpaccione una direzione dedicata a Internet. E così Giovanni Floris, conduttore e co-autore di Ballarò, nel metter giù la nuova stagione ha deciso di trasmettere il programma in diretta streaming sul sito dell’ufficio stampa della Rai. Così anche il pubblico della rete finirà nella rete degli ascolti di Ballarò. Ma che bella scoperta. Magari Quelli di RaiNet, una delle tre direzioni dell’area editoriale e nuovi media, sono anche felici di essere coinvolti in questo progetto, magari potevano anche accorgersene prima. Magari. Eppoi c’è il programma. Il martedì sera di Rai Tre condotto teleguidato da Floris non presenta particolari novità, a parte la sigla. Gli ospiti, meglio definirli vera e propria compagnia di giro, saranno pressappoco sempre gli stessi per la semplice ragione che se “la classe politica non cambia è colpa di chi li elegge e non di Ballarò. Noi raccontiamo questo paese, non quello che vorremmo”. E già, ora Floris se la prende anche gli elettori. Troppo facile, troppo semplice. Il guaio è che Ballarò, al contrario del mercato palermitano da cui prende il nome, non ama sperimentare, non vuole stupire, ma rassicurare. Per questo le telefonate, tanto care al premier, saranno messe al bando. “Berlusconi l’abbiamo invitato, quando vuole può venire in trasmissione, le telefonate non funzionano più”, dice il conduttore che poi aggiunge, ironicamente: “È meglio venire di persona, c’è sempre qualcuno che ascolta”. Già, come no. Fatto è che la decima edizione di Ballarò, “orfana” della competizione casalinga con Santoro, preferisce non rischiare. E visto che Floris ama le metafore calcistiche, si adatta al principio secondo il quale squadra che vince non cambia. Sarà per questo, allora, che uno dei suoi sogni è invitare in trasmissione Roberto Baggio. “Ha visto cambiare l’Italia senza mai dire la sua”. Potrebbe essere una bella sorpresa vedere il codino d’oro in mezzo all’area di Ballarò. In attesa di vedere se Baggio accetterà l’invito, fra gli ospiti del programma ci sarà sicuramente Santoro. “Il suo nuovo programma è una bella notizia”, dice Floris che sottolinea come “da spettatore, il rafforzamento della concorrenza è un bene perché spinge a migliorare il prodotto televisivo”, ma ragionando da “uomo Rai”, gli “dispiace perché l'azienda ha perso un prodotto di qualità. Ma non si deve pensare che il futuro è privato e la Rai ha chiuso”. E allora come la mettiamo con la trattativa estiva di Floris con la La7? “L’ha condotta il mio agente”, spiega il giornalista, “ma sono molto contento di essere rimasto in Rai”. Con Michele Chi? in studio, i due potranno finalmente confrontare le loro esperienze con la tv di Giovanni Stella. “È un grande professionista, beato chi se l’è preso”, così Floris. E poi c’è Paolo Ruffini, uno degli ideatori di Ballarò, fra qualche settimana ex direttore di Rai Tre essendo passato a La7 “È un doppio danno per la Rai: perché lo ha perso e perché lo ha preso La7. Ma la Rai ha forze e personalità per tamponare o rispondere alla sua uscita”.

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