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Guadagnare con il Porta a porta si può...

Rparte la stagione e Vespa va all'assalto

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
Guadagnare con il Porta a porta si può...

Qualcosa è cambiato dentro al tubo catodico. Quello che a torto o a ragione, dipende se visto da destra o da sinistra, viene considerato il più tradizionale dei talk show televisivi, e non solo della Rai,  quest’anno non rispetterà la tradizione. Non sarà il premier, come da tradizione, ad inaugurare la nuova stagione di Porta a porta, il programma di approfondimento condotto da Bruno Vespa su Rai Uno. Tutto il resto, invece, resta come prima, perché programma che vince non cambia. Magari modifica lo studio, ma solo perché lo stesso ambiente sarà utilizzato tanto per Porta a porta, quanto per le 9 serate speciali che Vespa condurrà, da qui a giugno, in prima serata. Al giro di boa del quindicesimo anno il conduttore di Porta a porta non offre grandi novità circa il programma. con i contenuti che non cambiano. Spazio alla politica, ma anche a cronaca, costume e spettacolo. «Il tutto», rivendica il conduttore, «fatto in casa e a costi ridotti».  Chiaro il riferimento alla Dandini e al suo Parla con me. Porta a Porta costa 45mila euro a puntata e ne incassa poco più del doppio. Parla con me costava 8 milioni a stagione e ne faceva incassare alla Rai due e mezzo. La terza Camera della politica, insomma, non è solo una risorsa della Rai, ma un produttore di risultati.

Ad aprire la stagione, questa sera, una puntata su intercettazioni, processi e crisi economica con Rosy Bindi del Pd e Maurizio Lupi del Pdl, entrambi vicepresidenti della Camera. A sollecitare le loro riflessioni ci saranno Giuliano Ferrara e Paolo Mieli. «Parleremo anche di escort, già da oggi», assicura Vespa, «sulle intercettazioni tra mille circolari non è facile raccapezzarsi, ma cercheremo di far prevalere il diritto di cronaca». Non ci sarà, almeno per ora, Berlusconi. «Per il primo anno confesso che non ci abbiamo pensato ad invitarlo», dice il giornalista, «d’altronde la situazione è talmente mobile. Aspettiamo che le bocce siano un po’ più ferme per invitarlo». E magari in studio, come suggerito in conferenza stampa, ci sarà un modellino del lettone di Putin. «È una buona idea», replica Vespa, «anche se so per certo che quel letto non gliel’ha regalato Putin». Lettone a parte, i modellini probabilmente torneranno per le puntate sui delitti di cronaca. Nonostante le critiche di associazioni e garanti sulla copertura dei gialli in tv. «Noi non abbiamo ricevuto alcun richiamo», chiosa Vespa, «continuo a pensare che ci si può occupare di tutto, basta farlo nel rispetto del pluralismo» E provate un po' a capire che è il destinatario del messaggio? "Michele Santoro non rispettava le regole. Direi proprio di no". Insomma meglio levarsi tutti i sassolini dalle scarpe. ""Ogni voce che scompare è una perdita", dice Vespa, "ma siccome siamo in Rai e c'è un servizio pubblico bisogna rispettare le regole. Santoro, con il quale ho un rapporto professionale corretto e un rapporto personale perfino cordiale, queste regole non le rispettava". Signori ecco a voi la Rai modello Vespa....

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