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Altro che agenti impreparati, a fare flop sono state le tv. E ora usate le immagini per arrestarli tutti

scontri in piazza, sconcerto in onda

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
Altro che agenti impreparati, a fare flop sono state le tv. E ora usate le immagini per arrestarli tutti

“La trasparenza della diretta televisiva ha aiutato a stabilire la verità dei fatti nell’opinione pubblica ed è stata cruciale per far riconoscere, isolare e condannare le frange violente, stroncando sul nascere notizie false e strumentali che avrebbero reso ancora più virulenti gli scontri”. Enzo Letizia, segretario nazionale dell’Associazione funzionari Polizia, non è né uno sprovveduto né l’ultimo dei mohicani. Anzi, è uno di quei rappresentati sindacali delle forze di polizia che esterna sempre con misura e particolare attenzione. Ragioni sufficienti per prenderlo sul serio. Ma quando sostiene che “un’informazione oggettiva, cosciente e responsabile, insieme a forze di polizia equilibrate, sono una garanzia per la libertà di espressione e per la democrazia” ci destabilizza un po’, facendo saltare i conti. Perché in piazza San Giovanni, teatro di una vera e propria battaglia fra terroristi di strada e uomini in divisa, non  tutta l’informazione è stata oggettiva, cosciente e responsabile. Più di un’emittente - e il sottoscritto era nel bel mezzo della piazza a prendersi una bella dose di mazzate dai violenti con il casco in  testa, a piangere tutte le lacrime possibili per i lacrimogeni, a respirare l’irrespirabile – ha faticato un bel po’ prima di raggiungere un minimo di onestà intellettuale, ha zigzagato a lungo fra giustificazionismo e sconcerto per quanto stava avvenendo. Come se non volesse crederci, come se ciò che stavano  vedendo gli inviati gli stesse rovinando il copione già scritto. Perché i veri “impreparati”, e questo è il nodo  cruciale, non sono stati i vertici delle forze dell’ordine, accusati stucchevolmente dal Corriere della Sera con un articolo di Fiorenza Sarzanini pieno di livore per non essere stata ascoltata - “io l’avevo detto”, sembra voler dire fra le righe del pezzo -, ma i colleghi delle tv nazionali e un bel po’ di firme della carta  stampata. Ecco, questo è ciò che è mancato in piazza San Giovanni, l’informazione oggettiva. Poi, certo, siamo d’accordo con Letizia quando sostiene che la diretta tv ha permesso l’individuazione dei violenti. E a questo punto ci aspetteremmo l’uso della prova tv, come nel calcio: identificate i violenti e arrestateli. Ora, subito, e poi buttate via la chiave. In piazza San Giovanni, assieme al blindato dei carabinieri, è bruciata anche l’innocenza dell’informazione. “Se oggi contiamo solo feriti, tutto il merito va assegnato all’ottimo lavoro svolto dai vertici e dagli agenti delle Forze di Polizia che hanno saputo limitare al meglio i danni, dato il contesto di guerriglia urbana e la ben nota penuria di uomini e mezzi speciali”. Perché questa faccia della medaglia, nelle dirette tv, non è stata mostrata, come sottolinea il dirigente confederale, Antonio Scolletta, del Comparto Sicurezza Ugl, sottolineando come siano “in malafede” o ignorino “totalmente cosa significhi garantire l’ordine pubblico in simili circostanze tutti coloro che criticano l'operato delle Forze di Polizia, tra i quali va ricordato il numero ingente di feriti, di cui nessuno oggi si preoccupa. “Ciò che si può fare in una manifestazione come quella di ieri”, prosegue l'esponente dell’Ugl, “è solo limitare i danni, evitando soprattutto vittime, mentre si mettono necessariamente nel calcolo saccheggi e devastazioni, perché piccoli ma organizzati numeri di facinorosi e violenti si sono mossi contemporaneamente e su più fronti, facendosi vigliaccamente scudo della massa più numerosa dei manifestanti pacifici ed approfittando del vantaggio offerto dalla particolare morfologia del territorio come il centro storico di Roma”. "Questo era il massimo che potessero fare e lo hanno fatto egregiamente, grazie anche al fatto che la Polizia italiana è l'unica in Europa ad avere una Scuola di ordine pubblico”. Ma questo le tv oggettive, i giornaloni con la puzza sotto al naso non lo dicono. Forse perché è troppo facile. O è troppo difficile ammettere che la piazza non è mai una semplice “piazzata”, ma il brodo di coltura dei violenti. Ora, però, arrestateli tutti per favore. Anche a costo di rivedere quelle immagini mille volte. Nel frattempo il 18 saremo in piazza con il Sap. “I veri indignati siamo noi poliziotti. Indignati contro i delinquenti che hanno trasformato una protesta pacifica nell’ennesima mattanza contro le forze dell’ordine, contro i cittadini e contro una città che tutto il mondo ci invidia come Roma. Indignati anche contro il Governo che, appena due giorni fa, col ddl stabilità, ha tagliato altri 60 milioni di euro alla sicurezza, proprio sui capitoli di bilancio dedicati all’ordine pubblico e alle missioni”, dice Nicola Tanzi, segretario generale del Sap, il sindacato autonomo di polizia, “oggi contiamo i feriti e siamo stufi di dover stilare ogni volta questo triste bilancio. Il 18 ottobre saremo noi ad essere pacificamente in piazza in tutte le cittàitaliane per una iniziativa senza precedenti: chiederemo un contributo ai cittadini per acquistare carburante per i nostri automezzi. Siamo costretti a farlo perché da qui a qualche tempo rischiamo di non essere più in grado di garantire la sicurezza dei cittadini. Al Governo, al di là di tante belle parole di solidarietà, chiediamo fatti. Fatti concreti”. Invece di dare i 10 euro a Sant’Oro dateli alle forze di Polizia...

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Commenti all'articolo

  • cavallotrotto

    28 Ottobre 2011 - 11:11

    qualunque corpo di polizia farebbe il lavoro per bene , se non ci fossero i soliti deficienti che se ti difendi urlano , anzi santificano il delinquente . Visto cosa sta accadendo in sicilia ? mafiosi fuori , per "fortuna" Borsellino è morto altrimenti lo metterebbero in galera . Perchè in italia i delinquenti sono agli arresti domiciliari solo perchè hanno 16 anni . io li sbatterei in galera così fortificano il loro senso di delinquenza , poi vadano in uno stato dove c'è la pena di morte , non si sa mai che abbiano così fortuna da crepare . Anni fa ricordate che questi delinquenti sono andati in Israele a fare i cretini ? sono tornati in italia lamentandosi che li avevano malmenati . perchè non andate in francia ed in germania , magari vi sbattono in galera , poi mammina viene a piangere che il suo caro pargoletto è stato maltrattato ed è morto . ma va !!!

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  • corto lirazza

    17 Ottobre 2011 - 15:03

    applihiamo la regola della mia nonna, che aveva lavorato anche in fonderia: chi lavoura, magna (mangia solo chi lavora). Questa sarebbe una grande terapia per l'italia e tnti altri paesi

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  • colani

    17 Ottobre 2011 - 12:12

    Mi hanno censurato due commenti su Rainews. Ho soltanto fatto notare a Corradino Mineo Rainews non si è limitata a raccontare i fatti, ma ci ha messo del suo. Infatti, una giornalista credo si chiami Manna, dice che "uno gli ha raccontato che che qualcuno avesse detto che tra i provocatori vi erano degli infiltrati. La stessa giornalista, il giorno dopo, di buon mattino ritorna sul luogo del delitto con un bullone in mano nuovo di zecca asserendo che sul selciato di piazza San Giovanni ve ne erano a migliaia, per non parlare del patetico bigliettino. La signora avrebbe reso un informazione vera se avesse avuto sia il sabato che la domenica mattina presto, la bontà di inclinare la telecamera verso il selciato e certificare la presenza di bulloni. Dire poi che : uno mi ha detto che qualcuno avesse raccontato di aver sentito dire che... non mi sembra una bella cronaca di un avenimento.

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  • Caninforato

    17 Ottobre 2011 - 12:12

    Splendido finale di articolo, dove, dopo aver accavallato affermazioni disparate (si esalta la grande professionalità dei ns. poliziotti, e per contro si cita il disagio degli stessi per la crescente mancanza di risorse e di ricambio generazionale ecc.) finisce col prendendosela coll'odiato giornalista ex-RAI ... colpevole (presumo) di aver fatto sentire, tempo fa, in televisione la voce di alcuni poliziotti frustrati e loro sì, indignati, coi politici capaci solo di fare proclami e demagogia, e di prendersi meriti non loro quando le inchieste dei pochi Magistrati efficienti permettono l'arresto di qulche mafioso...

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