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Zavoli batte la Lei e prova ad azzannare Minzolini

La vigilanza supera il cda

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
Zavoli batte la Lei e prova ad azzannare Minzolini

Il vecchio leone (il tutto con il massimo rispetto) Zavoli vuole azzannare la tigre Minzolini. Magari non in modo letale, ma quanto basta per far sentire il proprio peso politico. E sì, perché la mossa decisa dal presidente della Commissione di vigilanza sulla Rai, Sergio Zavoli, ha tutto il sapore dell’avviso di garanzia. L’ufficio di presidenza della Commissione parlamentare, la cui finalità è quella di vigilare su viale Mazzini esercitando il potere di indirizzo e controllo, ha deciso di procedere all’audizione del Presidente e del Direttore generale della Rai, Paolo Garimberti e Lorenza Lei, a proposito delle critiche formulate in alcuni servizi del Tg1 nei confronti del Presidente della Camera, Gianfranco Fini. L’audizione avverrà a conclusione dell’esame dell’atto d’indirizzo sul pluralismo dell’informazione. Un gesto di galanteria che non sminuisce affatto la portata politica della scelta. I vertici di viale Mazzini, infatti, hanno deciso di prendere tempo su Augusto Minzolini, direttore del Tg1 rinviato a giudizio per la vicenda dei rimborsi spese con la carta di credito aziendale, mentre Zavoli ha pensato di giocare d’anticipo sostituendosi alla Lei. E così sarà la Commissione di vigilanza a  mettere il naso nella gestione del Tg1, partendo dalla legittimità dei servizi realizzati sul presidente della Camera. Eccesso di zelo, o correttezza istituzionale? Propendere per la prima ipotesi è pressoché naturale, essendo Zavoli un critico della prima ora di Minzolini. Detto ciò è ovvio che arrivati a questo punto della storia, tanto di Minzolini, quanto dell’opposizione, i ruoli super partes non ci sono più. Né in vigilanza, né alla Camera.  Circa l’atto d’indirizzo sul pluralismo Zavoli, pur di salvare le apparenze, ha invitato maggioranza e opposizione ad un approfondimento su alcuni articoli del documento, particolarmente significativi, in considerazione delle novità intervenute nell’azienda del Servizio pubblico rispetto alla fase di avvio della discussione sul documento. Tradotto: fuori Santoro il problema dell’alternanza dei conduttori non esiste più. E la sinistra, ora, se la ride visto che resta attaccata a Floris e al suo democristianissimo Ballarò. 

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