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Il Tg3 e le "amichevoli" dimenticanze della zarina

Dal servizio spariscono Casini e l'Udc

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
Il Tg3 e le "amichevoli" dimenticanze della zarina

E poi hanno il coraggio di sostenere che Augusto Minzolini, direttore del Tg1, nasconde le notizie.

Edizione delle 19 del Tg3, quello diretto dalla zarina Bianca Berlinguer,  di domenica. Tema del giorno,  e per renderne conto basta sfogliare i giornali, l’inchiesta della Procura di Roma circa le presunte tangenti versate dai vertici dell’Enav ai partiti. Anche il tg del terzo canale Rai se ne occupa, ovviamente. Nell’occhio del ciclone, in particolare,  c’è l’Udc di Pier Ferdinando Casini. Secondo i magistrati romani titolari dell’inchiesta Giuseppe Naro, deputato e segretario amministrativo del partito, avrebbe ricevuto personalmente 200 mila euro dall’amministratore delegato dell’Enav Guido Pugliesi. Ma nel servizio mandato in onda dal Tg3, all’interno dell’edizione delle 19 - quella di punta – di tutto questo non c’è traccia. Romolo Sticchi, che firma il pezzo, non ne fa minimamente cenno. Distrazione  o chiaro ordine di scuderia della direttora, visto che il Terzo Polo, quello formato da Gianfranco Fini, Francesco Rutelli e lo stesso Casini, è diventato il nuovo “editore di riferimento” per molti direttori, e dirigenti, della Rai? E tanto per essere chiaramente schierati, il Tg3 non cita nemmeno Vincenzo Morichini, ex amministratore delegato delle agenzie di Ina Assitalia, amico di Massimo D’Alema. Anche in questo caso vale lo stesso dubbio di prima: distrazione distorsione?

Eppure nel servizio in questione si fanno i nomi dell’ex ministro dell’Economia,  Giulio Tremonti, che ieri si è detto del tutto estraneo alla vicenda, del senatore a vita Giulio Andreotti, dell’ex ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli e del deputato del Pdl Marco Milanese. Un’opera di “selezione e compostaggio”, quella  realizzata dall’edizione di domenica sera  del Tg3, di rara abilità. Tanto per dire, il Tg1 delle venti di domenica sera, quello diretto da Minzolini, del coinvolgimento dell’Udc ne parla eccome. E questo nonostante il fatto che tanto a Saxa Rubra, la cittadella della Rai alla periferia nord della Capitale dove sono concentrati gli studi, quanto a Viale Mazzini, si vocifera di prove tecniche di “liason” fra Minzolini e Casini  in vista dell’appuntamento  del 6 dicembre, quando il giudice delle udienze preliminari, Francesco Patrone, dovrà stabilire se il direttore del Tg1 deve essere processato o no relativamente alla vicenda dei rimborsi spese. In quella occasione la Rai potrebbe costituirsi parte civile, chiedendo a Minzolini di auto-sospendersi dall’incarico. In assenza di un suo passo indietro sarebbe il consiglio di amministrazione della Rai a decidere e il voto di Rodolfo De Laurentis, indicato dal partito di Casini potrebbe essere determinante per il futuro di Minzolini. Il quale, come dimostrano le edizioni del Tg3 e del Tg1 di domenica sera, non nasconde affatto le notizie. A differenza della zarina Berlinguer. Evidentemente i richiami del presidente della Rai, Paolo Garimberti, al Tg3 – l’ex inviato di Repubblica  aveva parlato di telegiornale “fazioso”, per la mancanza di “distinzione tra opinioni e notizie” -  non sono serviti a molto. 

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Commenti all'articolo

  • Bobirons

    22 Novembre 2011 - 20:08

    Ai "brutti" tempi delle monete nazionali non si era visto mai mercati piccoli e deboli come la Grecia mettere in difficoltà, se non in pericolo, l'intera Europa. Un'Europa smisuratamente allargata, non voglia il cielo che si allarghi ulteriormente a paesi che con l'Europa geografica, culturale e storica poco o niente hanno a vedere. Il taumaturgico Euro avrebbe dovuto unire, anzi avvantaggiare, tutti. Succede che al primo venticello di grecale tutti tremano, ora perfino i "grandi" tedeschi che ad oggi hanno cercato solo di imporre i propri interessi agli altri. L'impressione è simile a quella avuta da Vittorio Emanuele II che prese atto di aver fatto l'Italia ma dover ancora fare gli italiani. Un secolo e mezzo dopo la storia si ripete su scala continentale. Meglio fare, se possibile e lo dubito, l'Europa unica politica ed amministrativamente dopo di che riesumare un euro che ora sarebbe meglio mettere in frigo.

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  • Bobirons

    22 Novembre 2011 - 20:08

    Berlinguer, chi ? Quello del compromesso storico che ha compromesso l'Italia nella Storia ? L'unica cosa che meraviglia è che la sorella Laura lavori in Mediaset. Ma forse no, visti i tanti "pentiti" della rivoluzione che da casacca rossa hanno, comodamente, indossato la casacca azzurra. PRIVATIZZARE LA RAI, subito , così la vedranno solo quei quattro gatti ancora nostalgici del falcio e martelle.

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