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Star e dirigenti Rai, un tetto ai compensi. Sarebbe l'ora

E l'Ocse boccia la tv di Stato

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
Star e dirigenti Rai, un tetto ai compensi. Sarebbe l'ora

Anche  l’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico,  si è iscritta al partito di coloro che vogliono privatizzare la Rai. E lo ha fatto con una dichiarazione che ha tutto il sapore del monito, di quelli che non puoi prendere sottogamba, al punto da cogliere tutti in contropiede.

A partire dall’esecutivo guidato da Mario Monti,  particolarmente sensibile alle indicazioni dell’Europa e, più in generale, delle organizzazioni economiche internazionali. Secondo l’Ocse, infatti,  l’Italia deve ridurre la proprietà dello Stato «specialmente nei settori dei media televisivi, dei trasporti, dell’energia e dei servizi locali». Tralasciando il comporto dei servizi, di cui ci occupiamo in altra parte del giornale, parlare di media nelle «mani dello Stato» vuol dire Rai. L’emittente di viale Mazzini è controllata dal Tesoro, mentre la politica, attraverso la commissione di Vigilanza, nomina il consiglio di amministrazione. Più Stato di così.  E proprio per questa ragione l’ Ocse bacchetta il nostro Paese sostenendo che l’Italia «non ha ancora intrapreso azioni significative» nel campo delle liberalizzazioni.

La polemica di questi giorni sul canone speciale, che l’esecutivo avrebbe voluto estendere anche ai computer e ai cellulari di nuova generazione, rinfocolando  l’avversità degli italiani nei confronti del tributo più odiato, è la dimostrazione che un  intervento è necessario. In molti, ormai, si chiedono  se abbia ancora senso la proprietà pubblica di un operatore televisivo. E l’indicazione dell’Ocse potrebbe servire ad accelerare il processo di liberalizzazione.   

In attesa di capire quale sarà la risposta del governo alla sollecitazione dell’organizzazione economica impegnata a Città del Messico a presentare il rapporto mondiale sulla crescita, nell’ambito del G20 finanziario, c’è chi va chiedendo una vera e propria moratoria per i compensi delle star, tipo Fabio Fazio che guadagna 2 milioni di euro all'anno per rifilarci le sue monie e ruffianerie all'ospite di turno nel week end,  e dei dirigenti Rai. I parlamentari del Pdl, il deputato Fabio Rampelli e il senatore Alessio Butti, membri della commissione di Vigilanza sulla Rai, hanno  presentato una risoluzione per chiedere all’organo parlamentare di «assumere adeguate iniziative» per il contenimento «dei compensi per tutti i professionisti esterni all’azienda». Insomma un vero e proprio tetto ai cachet delle star, visto quanto avvenuto con Celentano a Sanremo, costato alla Rai 700mila euro.

Ma non ci sono solo le star. Gli esponenti del Pdl mirano anche a ridurre i compensi dei manager e delle figure apicali dell’azienda «sulla scorta di quanto già fatto dal’attuale governo» per i manager pubblici. «La Rai deve dare l’esempio», spiegano Rampelli e Butti, visto il «momento di grave crisi economica e di crescente difficoltà delle famiglie. In questa logica si stanno orientando Palazzo Chigi, il parlamento, e le aziende partecipate dello Stato», sostengono gli esponenti azzurri, «anche in applicazione degli indirizzi dati dallo stesso parlamento al governo sui grandi compensi ai manager di stato». Della questione dei compensi, con tutta probabilità, i due parlamentari del Pdl  ne avranno occasione di parlare con i diretti interessati visto che mercoledì prossimo la commissione di Vigilanza ha deciso di sentire il direttore generale della Rai, Lorenza Lei, e il presidente Paolo Garimberti. Sul tavolo tutti i temi caldi legati alla tv pubblica, a partire dalle polemiche su Sanremo, alla luce della decisione di attivare il comitato etico aziendale per valutare le violazioni del molleggiato.

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Commenti all'articolo

  • mariobellini10

    27 Febbraio 2012 - 15:03

    Nonostante ripetute sollecitazioni e visite (mai far entrare in casa gli ispettori) non ho mai pagato il canone RAI ma prometto SOLENNEMENTE che se la RAI licenzia quella faccia da C.... di Fazio verserò dieci anni di arretrati.

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  • gigigi

    27 Febbraio 2012 - 09:09

    Non si sa' piu' da quanto tempo,noi Popolo pecorone,chiediamo,anzi urliamo,di cambiare l'attuale situazione esistente da anni ed anni nella Rai. Si sa' anche che la maggior parte degli occupati ed occupanti la Societa', furono inficcati dai politici di turno per ingraziarsi le loro corbellerie parlate e scritte poi dal video. Lo schifo perdurante in cui (per esempio) signorine scosciate e sgraziate,nonche' incomprensibili ed incapaci,come solerti imbonitori maschili che per trasmettere le fasi di un incontro di calcio ci si mettono in quattro,dico quattro elementi (sic!), sarebbe il caso che finisse! Lo stesso ingiustificato ed aggiungerei illegale,canone che dobbiamo sottostare,e' un autentico furto in quanto,pur pagandolo obbligatoriamente,dobbiamo sottostare alla visione di pubblicita', che puo' essere giustificata solamente in Mediaset,dove appunto non esiste alcun canone. Per non parlare oi di quei cachets, erogati ai vari mammasantissima della TV, essi, devono cessare! SUBITO!!!

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  • ance41

    26 Febbraio 2012 - 20:08

    dott. monti,affili l'ascia e tagli i compensi indecenti.

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  • mizzina

    26 Febbraio 2012 - 14:02

    Sarebbe ora che si riuscisse a privatizzare il <carrozzone> della rai! Non ne possiamo più di programmi indegni e di canone, ma se di canone si deve parlare, diamo un contributo in base ai redditi. Dico una cavolata? Forse! Ma con Mediaset guardiamo programmi intelligenti, almeno quasi, ma NON PAGHIAMO NULLA. E a proposito dei mega cachet degli inetti conduttori, ci viene il voltastomaco a pensare a chi lavora veramente con stipendi ai limiti della sopravvivenza, e quelli, con 4 str....ate sono milionari. La RAI si deve vergognare.

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