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Se la Radio (targata Rai) è davvero di parola

voci , e volti, nuove per la radio di domani

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
Se la Radio (targata Rai) è davvero di parola

Eppur – qualcosa – si muove nella palude Rai, versante radiofonia. Grazie a Igor Righetti e al suo Comunicativo….Evviva

Sei voci nuove avranno la possibilità di farsi sentire su Rai Radio 1, la prima radio italiana. Sono i vincitori della terza edizione del concorso nazionale per aspiranti conduttori radiofonici “La radio è di parola” promosso dal programma “Il ComuniCattivo” di Igor Righetti assieme a Radio Rai, Radio 1 e Nuovi talenti Rai. Per partecipare al concorso non erano richiesti limiti di età ma soltanto aver compiuto 18 anni. I sei vincitori si sono aggiudicati la co-conduzione di una puntata di alcuni programmi di Rai Radio 1 come “Radio anch’io”, “Il ComuniCattivo”, “Start”, “Baobab”, Radio 1 sport, “Attenti a Pupo” e la pubblicazione del loro mp3  sul sito rai.tv. Un’esperienza professionale di grande rilievo, dalla riunione di redazione fino alla conduzione del programma assieme ai professionisti di Radio 1.

 

L’iniziativa, unica nel suo genere, sostenuta dal direttore di Radio Rai Bruno Socillo, dal direttore di Radio 1 e dei giornali radio Rai Antonio Preziosi e da quello dei Nuovi media Rai Piero Gaffuri, è ideata dal giornalista e docente di Linguaggi radiotelevisivi all’università Luiss di Roma Igor Righetti, direttore artistico del concorso e ideatore del “ComuniCattivo”, primo programma crossmediale di infotainment (informazione e intrattenimento) di Radio 1 al quale è stata assegnata a Parigi la medaglia di bronzo, su 90 Paesi partecipanti, del Gran Premio Urti Radio, uno dei più prestigiosi tra i pochi concorsi radiofonici internazionali. L’obiettivo è quello di offrire una opportunità di crescita umana e formativa ai giovani e agli adulti che vedono nella radio uno strumento importante di comunicazione. Un’occasione per mettersi alla prova e verificare il proprio talento.

 

La valutazione dei candidati si è basata sulla qualità dei contenuti e ha tenuto in considerazione il livello linguistico, la pertinenza all’argomento scelto, l’originalità della tecnica di conduzione, la creatività, il ritmo, il timbro, la respirazione e la dizione.

 

“In meno di tre mesi”, dice Igor Rigetti, “abbiamo ricevuto 1.141 mp3 rispetto ai 1.027 dell’edizione del 2011 e ai 683 del 2010 di giovani, giovanissimi, over 50 e anche dieci ultrasessantenni. Il concorso si colloca al primo posto per numero di iscritti tra i contest Rai. La parte del leone l’hanno fatta i 18-30enni (oltre la metà degli mp3 arrivati) provenienti da tutta Italia. Nessuna regione è rimasta scoperta anche grazie alla partecipazione degli studenti delle web radio delle università. Sono stati numerosi, circa 300, i deejay e gli speaker professionisti disoccupati o occupati in altre emittenti che hanno partecipato al concorso. Gli errori più frequenti hanno riguardato la dizione, la mancanza di ritmo e di personalità della voce. Numerosi gli errori grammaticali e lessicali, carenza delle tecniche di respirazione, nell’espressione e nell’interpretazione. Pochissime le idee di programmi originali”.

 

“La stragrande maggioranza degli aspiranti conduttori”, continua Rigetti, “è convinta che per fare radio sia sufficiente parlare, leggere notizie curiose riportate dai giornali o chiacchierare sul nulla. Molti di coloro che avevano una buona dizione e un buon timbro non hanno presentato idee nuove né un testo ma hanno improvvisato fiumi di banalità. Sembra diffusa l’idea che in radio non ci sia bisogno di un testo scritto ma sia sufficiente l’improvvisazione. Molti di coloro che invece hanno scritto un intervento non sono stati poi in grado di interpretarlo. Anche questa edizione del concorso ha dimostrato quanto desiderio ci sia da parte di tanti giovani e meno giovani di voler vivere la radio non soltanto come fruitori, ma anche come protagonisti. Da rilevare che quattro dei vincitori delle due passate edizioni hanno trovato un’occupazione in alcune radio nazionali”.

 

La giuria di qualità che ha decretato, nella storica sala A di via Asiago, davanti al notaio, i sei vincitori era composta da Bruno Socillo (direttore di Radio Rai), Antonio Preziosi (direttore Radio 1 e dei Gr), Valerio Fiorespino (direttore della Risorse televisive Rai), Piero Gaffuri (direttore Nuovi media Rai), Igor Righetti (conduttore del “ComuniCattivo” e direttore artistico del concorso), Riccardo Cucchi (caporedattore sport), Gianmaurizio Foderaro (responsabile Radio1 Musica), Enzo Ghinazzi (conduttore “Attenti a  Pupo”), Ruggero Po (conduttore “Radio anch’io”), Roberto Quintini (direttore artistico web Radio Rai), Luca Ward (attore e doppiatore) e dai giornalisti e critici radiotelevisivi dei maggiori quotidiani e periodici italiani: Michela Auriti (Oggi), Marco Castoro (Italia oggi), Carlo Ciavoni (Il venerdì di Repubblica), Emilia Costantini (Corriere della sera), Ignazio Ingrao (Panorama), Lidia Lombardi (Il tempo), Massimiliano Lussana (Il giornale), Antonia Matarrese (L’espresso), Enrico Paoli (Libero), Mariano Sabatini (Metro).

 

Questi i nomi dei sei vincitori che co-condurranno ciascuno una puntata tra i programmi selezionati di Rai Radio 1:

 

Alfonso Maria Avagliano (di Battipaglia - Salerno,  “Radio 1 sport”);

Gino Manfredi (di Cosenza, “Il ComuniCattivo”);

Vito Capozzo (di Gravina in Puglia - Bari, “Baobab”);

Marta Squicciarini (di Latina, “Radio 1 musica - Start”);

Simona Volta (di Milano, “Radio anch’io”);

Francesco Errante (di Cosenza, “Attenti a Pupo”).

 

 

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