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Napoli e Roma, processi verso la chiusura

Calciopoli, atti conclusivi

Luciano Moggi

Luciano Moggi

Luciano Moggi nasce il 10 luglio 1937 a Monticiano, in provincia di Siena. Manager e dirigente sportivo del mondo del calcio, è noto al grande pubblico per aver ricoperto dal 1994 al 2006 la carica di Direttore Generale della Juventus. Attualmente è collaboratore del quotidiano Libero
Napoli e Roma, processi verso la chiusura
E' iniziata la volata finale di questo inutile processo pseudo sportivo che ha stancato un po’ tutti, specie i contribuenti che pagano, nonché il giudice Casoria che desidera arrivare alla sentenza al più presto. Entro giugno il quadro sarà molto più chiaro, anzi deve esserlo, anche se per gli appassionati che hanno seguito tutto, chiaro lo è sempre stato da quando sono emerse le nuove prove. Dunque a Napoli processo penale che entro aprile potrebbe chiudersi, e a Roma l’inchiesta sportiva anche.

Napoli: il presidente Maria Teresa Casoria auspica la sentenza di primo grado a primavera. Intanto il 18 febbraio il perito del tribunale, Porta, depositerà le ultime trascrizioni delle intercettazioni segnalate dalla difesa di Luciano Moggi, un numero esorbitante, mastodontico, che inchioda coloro che sono ancora detrattori della Juve e che incredibilmente si definiscono innocenti con sconcertante faccia di bronzo. E’ sorprendente, e non si sa ancora perché gli investigatori abbiano trascurato intercettazioni che non sembrano affatto irrilevanti: ci ha lavorato, come detto, la difesa dell’imputato n.1, Moggi, che ha affidato i file al perito Nicola Penta, un uomo che cammin facendo ha scoperto delle verità su nastro magnetico estremamente rivelatrici della realtà di quegli anni. Migliaia di intercettazioni: alcune centinaia, quelle considerate più interessanti, sono finite nel processo penale e adesso sono state acquisite anche dalla procura federale della Figc che ancora non ha deciso che uso farne.

Intanto il processo a Napoli riprenderà il 22 febbraio, e il presidente ha chiesto l’aula anche per il sabato perché da marzo vuole tenere addirittura tre udienze alla settimana per affrettare al massimo i tempi. Presto dovrebbe iniziare la requisitoria del pm Narducci: ci vorranno un paio di udienze almeno. Chiederà condanne dure? Non è dato saperlo. Però strada facendo, il processo ha preso una piega diversa rispetto ad anni fa, anzi si è ribaltato, sono emersi tantissimi fatti nuovi e prove contro dirigenti di altre squadre. Toccherà poi agli avvocati degli imputati smontare il ”castello” dell’
associazione a delinquere, che è già caduto e non restano neanche le fondamenta! L’altro fronte, come detto, è a Roma: presto il superprocuratore Stefano Palazzi riprende la sua inchiesta-bis iniziata a dicembre con gli interrogatori di Paolo Bergamo e Gigi Pairetto, con delle novità interessantissime. Tutto è focalizzato sui rapporti dei designatori, e degli arbitri, con l’Inter: esattamente con Giacinto Facchetti e Massimo Moratti. La Juventus alla finestra ha chiesto (il 10 maggio dell’anno scorso) la revoca dello scudetto 2006 assegnato da Guido Rossi al club nerazzurro.

La Juve mette pressione ad Abete che sembra ben piantato per terra invece e inerme, è stanca di aspettare e vuole chiarezza, ma è chiaro che prima della fine del campionato nessuno parlerà ufficialmente. C’è chi disquisisce di revisione di processi sportivi, forse da annullare addirittura. Il vero nodo è sullo scudetto 2006: le ultime intercettazioni riguardano marginalmente il club nerazzurro, ma c’è quella, considerata molto importante, dell’incontro fra Facchetti e Bertini prima di un Cagliari-Inter e che l’ex arbitro di Arezzo ha definito ”imbarazzante” in una telefonata a Bergamo. Palazzi ha gli elementi ormai per giudicare e presto riprenderà gli interrogatori: fra i primi ad essere sentito potrebbe esserci Moratti, che a Napoli non si è presentato.

di Simona Aiuti - Italia chiama Italia

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