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Calciopoli, smascherati i veri colpevoli

Gli sviluppi dell'inchiesta

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Calciopoli, smascherati i veri colpevoli
Dopo alcuni anni, soldi dei contribuenti spesi e inutili testimonianze fatte di “sensazioni”, abbiamo appurato che Moggi non era l’unico a chiamare i designatori arbitrali, anzi lo facevano in molti, da Moratti a Facchetti, Cellino e Foschi, Campedelli e quasi tutti i presidenti o dirigenti di A e B che, oltre ad aver ottenuto in buona parte ciò che desideravano, in seguito hanno tenuto la bocca chiusa e qualcuno ancora inspiegabilmente tace. Il sorteggio di quegli anni non era per niente truccato; infatti, notai, giornalisti, testimoni e altre intercettazioni hanno dimostrato proprio che era pulito e regolare. L’arbitro Paparesta non è mai stato sequestrato, o chiuso nello spogliatoio e per definire la cosa è dovuta intervenire la magistratura.

Inoltre c’è un'intercettazione nella quale Paparesta dice, riferendosi al momento in cui ci fu il diverbio con Moggi e Giraudo, che i due dirigenti della Juve erano stati anche troppo accomodanti, visto come era andata la gara. Dunque, Moggi non solo non riuscì a condizionare le gare, ma in un’altra intercettazione “sfuggita” Adriano Galliani dice a Meani: “mica dormo” e “quel figlio di puttana di Moggi che con Capello fa una coppia micidiale voleva giocare, invece noi slittiamo”, però è Luciano Moggi sotto processo; strana la giustizia italiana. E, che te lo dico a fare,  la giornata di campionato slittò davvero, cosa mai successa nella storia della serie A e tanto meno provocata dalla Juventus. Ricordiamo che Galliani diceva di conoscere appena il signor Meani!

Tanto per fare i conti della serva, ricordiamo che la Juve con De Santis aveva il peggiore score rispetto a tutti gli altri arbitri, quindi zero vantaggi, anzi ci rimetteva pure, poiché perse con il Palermo e con l’Inter in Supercoppa, e accadde con la terna di giacchette nere di De Santis. Sempre ricorrendo al pallottoliere, la Juventus fece 1,80 punti a partita con gli arbitri considerati amici di Moggi e 2,60 con quelli considerati estranei alla sua presunta egida.

Negli anni ci sono state cene e incontri segretissimi in ristoranti chiusi a bella posta tra i designatori, Facchetti e Moratti, che forse un giorno ci dirà cosa intendeva con “passa a prendere il regalino in sede”. Galliani non solo parlava, ma incontrava Collina nel ristorante di Meani, e - guarda caso - nel giorno di chiusura, senza personale, cucinava Meani, dicendo che era meglio non farsi vedere; e perché, se è lecito? Non c’è uno straccio di prova di simili abboccamenti tra Moggi e designatori o arbitri, eppure per lui si preme per la radiazione; e per gli altri si dovrebbe proporre l’esilio? E che dire di Facchetti che chiedeva al  vice designatore Mazzei due arbitri preclusi by passando il sorteggio per la partita Juventus–Inter, ottenendo Collina, sì, sempre lui, che tace, non si esprime ancora. Alla fine arbitrerà Rodomonti e sbaglierà a favore dell’Inter.

Collina in una delle altre intercettazioni “sfuggite” disse a Meani: “Vedo che hai una certa potenza!”, riferendosi alle designazioni dei guardalinee. Manfredi Martino, testimone dell’accusa, inviava sms al Milan anticipando le designazioni: “Trefoloni, non mollate, siamo tutti con voi… ". E chi erano questi tutti? E in quanti erano? Perché non si è indagato in questa direzione Addirittura Giacinto Facchetti chiamava Mazzei e gli chiedeva i guardalinee che preferiva, usando i numeri 1 e 2, e Mazzei rispondeva: “certo, numero 1 e 2”. La giustizia sportiva è certamente indipendente da quella dei tribunali, tuttavia ci aspettiamo che la FIGC tenga conto di tutto questo, perché alcuni hanno continuato a lavorare nello sport tranquilli e ad arbitrare avanzando di carriera come Collina, mentre la Juventus è andata in B. Sarebbe opportuno sanzionare non con la stessa severità che ha attenzionato la Juventus anche tutti gli altri, ma con elementi concreti. Moratti dice di non voler rinunciare agli scudetti e la sola affermazione, sempre dati alla mano, ci sembra risibile. I titoli dovranno essere riaassegnati alla Juve che con sentenze frettolose se li è visti sfilare? Chissà! Non è solo calcio come alcuni dicono, poiché parliamo di milioni d’euro, e non è solo calcio anche perchè molte vite sono state rovinate. Ci aspettiamo un buon lavoro dalla FIGC, null’altro!

di Simona Aiuti

 

 

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Commenti all'articolo

  • miki foggia

    18 Agosto 2011 - 11:11

    “Piaccia o non piaccia”, alla figc tim telecom Italia, moratti e pochi altri , che fate finta di non capire ,che le chiacciere da bar di chi non è Sportivo e la storia di farsopoli 2006, la presa in giro degli Italiani nell’anno 2006 è come:“Chi caca sotto la neve, pure se fa la buca e poi la ricopre, quanno a neve se scioje a m***a viè sempre fori” (T. Milian)affo,

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  • conte007

    08 Aprile 2011 - 17:05

    ma ragazzi da quanti anni il mondo del calcio italiano gridava alle ingiustizie subite a favore della juve quanti scudetti ha rubato l'allora strapotente fam. agnelli? poi arriva il tanto amato capo della cupola... e' se ne vedono di tutti i colori, gol non dati a squadre avversarie alla juve, fuorigiochi non visti, falli da rigori netti non dati.ecc. ecc.e tutto il calcio non di fede juve ci si chiedeva come fosse possibile tutto cio'. adesso che tutto e' venuto alla luce, i soliti gobbi inneggiano al ritorno di moggi (vergogna) domanda... come mai dopo calciopoli i gobbi non riescono + a vincere nulla? siete gobbi e ridicoli....

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  • coleottero

    08 Aprile 2011 - 17:05

    Sul piano esclusivamente sportivo va detto che le conseguenze di calciopoli hanno ultimamente finito per investire anche l'Inter, come dimostra la disfatta casalinga con lo Schalke 04. Le squadre italiane, dopo calciopoli, a parte gli exploit di Milan e Inter, hanno perso prestigio in Europa e non riescono più ad arrivare fino in fondo. Le nostre squadre di club non sono più competitive e così perderemo anche la quarta squadra in Champions League, a favore dei club tedeschi.

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Luciano Moggi

Luciano Moggi

Luciano Moggi nasce il 10 luglio 1937 a Monticiano, in provincia di Siena. Manager e dirigente sportivo del mondo del calcio, è noto al grande pubblico per aver ricoperto dal 1994 al 2006 la carica di Direttore Generale della Juventus. Attualmente è collaboratore del quotidiano Libero

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