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La Casoria si difende e attacca

L'udienza del procedimento disciplinare nei confronti del giudice, difesa dal fratello

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La Casoria si difende e attacca
Si è tenuta stamattina davanti alla Commissione Disciplinare del Csm l'udienza sul procedimento disciplinare nei confronti del giudice Teresa Casoria, difesa dal fratello, anche lui presidente di una sezione del tribunale napoletano. La Procura Generale, ovvero l'accusa in questo caso davanti al CSM, ha chiesto il provvedimento della censura.

Ricordiamo che sono stati testimoni i due pm Narducci e Capuano e quattro giudici del tribunale di Napoli: Rosella Catena, Gaetano Di Giuro, Francesca Pandolfi e Maria Pia Gualtieri. Secondo quanto riporta Alvaro Moretti su Tuttosport a fine udienza la Casoria ha rilasciato delle dichiarazioni con le quali ha difeso il suo lavoro, ma anche lasciando trasparire delle precise accuse: "La procura di Napoli ha chiesto al presidente del tribunale di fare qualcosa per farmi astenere, la Pandolfi ha reiterato questo invito ma io non avevo nessun motivo per non fare il processo Calciopoli. Ho sostenuto l'accusa in processi importantissimi, non avevo alcun interesse in questo processo, il calcio non lo conosco, non tifo per nessuno quindi fare il processo era il mio dovere.

Ci si astiene se c'è motivo di farlo perché svolgere i processi è un dovere. Due sentenze della corte d'appello sulle precedenti ricusazioni hanno ribadito che era un dovere andare avanti. Devo notare come è stato strumentalizzato in tutti i modi questo procedimento. Il pm Beatrice addirittura si era lamentato perchè facevo cominciare il processo troppo in fretta. Quando vennero rigettate le richieste per le parti civili si rischiava la paralisi di Calciopoli perchè il pericolo era di avere in udienza come parte civile ogni singolo tifoso di calcio. Invece siamo arrivati alla fine del dibattimento. Piuttosto, vedo i pm renitenti a fare la requisitoria. Hanno chiesto indagini supplementari e avuto un teste che...". Sempre secondo Moretti il riferimento è a Nucini e lo stesso pm Capuano pare abbia ammesso che su questo il giudice Casoria ha ragione. Secondo quanto riporta l'ANSA in un altro passaggio la Casoria ha osservato: ''Dicono l'indipendenza della magistratura.

Non possiamo più parlare! C'è solo l'indipendenza dei pubblici ministeri. Il procuratore della Repubblica tiene sotto lo schiaffo il presidente del tribunale'', alludendo a lettere riservate tra Giandomenico Lepore e Carlo Alemi nelle quali si diceva: ''Vedi che devi fare per farla astenere''. La Casoria ha ricordato anche i suoi precedenti: "Io ho fatto processi importantissimi. Cutolo è rimasto in galera da quando l'ho accusato. Aldo Semerari minacciava. Mi dicevano 'i servizi segreti ti tagliano la testa se non dici che Cutolo è pazzo'''.  Attendiamo la decisione della Commissione Disciplinare, riunita in camera di consiglio, ma ricordiamo che un'eventuale censura potrebbe non influire automaticamente sulla seconda ricusazione presentata dai pm Narducci e Capuano.

Il Csm ha deciso di adottare la misura della censura del giudice Teresa Casoria per il linguaggio scurrile utilizzato con i propri colleghi, ma l'ha assolta dalle accuse più gravi. Come abbiamo riferito la censura non è motivo che possa portare automaticamente all'accoglimento dell'istanza di ricusazione dei pm, ma la decisione della Corte d'Appello potrebbe risultare condizionata dal giudizio del Csm e, soprattutto, dalla palese ostilità manifestata dalle giudici a latere Pandolfi e Gualtieri. 

di www. ju29ro.com

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Commenti all'articolo

  • grimoaldo

    13 Aprile 2011 - 09:09

    X Ciannosecco: hai dato compiti troppo difficili da svolgere, dal momento che nessun giornale in Italia sembra abbia notato tutto ciò che hai ben descritto. Con Calciopoli abbiamo raggiunto il fondo, ciò che si è visto e che si sta vedendo è abominevole. Perché nessuno è saltato sulla sedia leggendo che sin dall'inizio del processo la Casoria è stata pressata affinché mollasse, con tanto di lettere del procuratore capo al presidente del tribunale (gravissimo!)? Un giudice ligio al dovere, coscienzioso ed onesto umiliato in quel modo, dovendo discolparsi per "frasi triviali". E le testimonianze dei due PM davanti al CSM? Non hanno assistito a nulla direttamente, hanno solo sentito dire... però ai fini della ricusazione ha fatto loro comodo essere coinvolti nel procedimento disciplinare contro la Casoria. Una precisazione per dovere di cronaca: i Pm hanno richiesto due ricusazioni, la terza in assoluto fu richiesta dalle parti civili. Cela faranno ad uccidere la giustizia?

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  • ciannosecco

    11 Aprile 2011 - 20:08

    Effettuare una ricerca approfondita per verificare se, in un qualsiasi processo penale,dal 1946 ad oggi ,risulti xhe un PM abbia ricusato tre volte , nello stesso processo,il Presidente della Corte.Verificare se la corrispondenza tra Procuratore Capo e Presidente del Tribunale , tendente a richiedere la sostituzione del Presidente della Corte, sia da inquadrare alla luce delle norme vigenti , una consuetudine o un reato doloso.Fa titolo nel giudizio,l'individuazione della Procura in oggetto .Lo scritto dovrà essere coinciso e la valutazione dovrà essere accompagnata da sentenze della Cassazione o della Consulta.Si astengano i simpattizzanti della sinistra , perchè l'argomento è fuori dalla loro portata intelletiva.Buon lavoro.

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  • ciannosecco

    11 Aprile 2011 - 19:07

    Effettuare una ricerca approfondita per verificare se, in un qualsiasi processo penale,dal 1946 ad oggi ,un PM abbia ricusato tre volte , nello stesso processo,il Presidente della Corte.Verificare se la corrispondenza tra Procuratore Capo e Presidente del Tribunale , tendente a richiedere la sostituzione del Presidente della Corte, sia da inquadrare alla luce delle norme vigenti , una consuetudine o un reato doloso.Lo scritto dovrà essere coinciso e la valutazione dovrà essere accompagnata da sentenze della Cassazione o della Consulta.Si astengano i simpattizzanti della sinistra , perchè l'argomento è fuori dalla loro portata intelletiva.Buon lavoro.

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Luciano Moggi

Luciano Moggi

Luciano Moggi nasce il 10 luglio 1937 a Monticiano, in provincia di Siena. Manager e dirigente sportivo del mondo del calcio, è noto al grande pubblico per aver ricoperto dal 1994 al 2006 la carica di Direttore Generale della Juventus. Attualmente è collaboratore del quotidiano Libero

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