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Bergamo e Fazi contro il Boss di cartone

La cupola che si basa sull'attentissima selezione delle telefonate "utili" allo scopo

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Bergamo e Fazi contro il Boss di cartone
Non serviva altra polvere pirica per tirare giù una cupola che era tale solo sulla carta, quella delle informative, edificata sull'argilla, tenuta in piedi da un'attentissima selezione delle telefonate "utili" allo scopo. Del resto la cupola non aveva superato neppure il collaudo di Ruperto and company nei
tribunali della giustizia "domestica", cotta e mangiata, nel 2006.Comunque, se mai fosse stato necessario dare un ultimo scossone a quella cosa sgarrupata che hanno presentato come una potente "cupola", "senza eguali", un'associazione con promotori e sodali, "il sodalizio moggiano" secondo Auricchio, ecco che spunta fuori un'altra telefonata dopo la Bergamo-Rodomonti. Subito dopo. Sì, perché appena finisce di parlare con Rodomonti il "promotore" Bergamo parla con la "sodale" Maria Grazia Fazi e le racconta l'esito della  telefonata con Rodomonti. Questa telefonata non ਠmeno importante di quella fatta all'arbitro, che già  avrebbe dovuto smentire per gli investigatori l'assunto delle pressioni per favorire la Juventus, perché ci dice delle cose nuove, cose che sappiamo solo oggi, ma che le orecchie degli uomini Off-side ascoltarono quel 28 novembre 2004. E' una lunga telefonata, diciannove minuti, nella quale i due "presunti associati" parlano di tante cose; ma l'inizio della telefonata è "rilevante" e smentisce alcune ipotesi fatte dagli investigatori e sposate dai pm.Abbiamo oggi, ma per gli investigatori è vecchia dal 2004, un'ulteriore prova che il sorteggio non era stato truccato e non era truccabile, altrimenti lo avrebbero fatto perlomeno in questa occasione. Mancini e Facchetti volevano Collina, Fabio Monti recriminà sul Corriere perché non era stato estratto Collina, Carraro recriminà perché se fosse uscito Collina sarebbe stato meglio, nessuno avrebbe detto "un cazzo" in caso di errore, godendo questo arbitro di un trattamento particolare da parte della stampa, pronta a beatificarne le gesta e a sorvolare sugli errori. Del resto Collina era il miglior arbitro del mondo, e non solo di calcio ma anche di pallanuoto (non come De Santis a Lecce) e di rugby (ricordate il gol di Toldo in un Inter-Juve?).Per quella partita Inter-Juventus nessuno voleva odomonti ma, ci hanno indotto a pensare fino ad ieri, doveva averlo voluto la "cupola", forse era stato concordato tra il boss ed i suoi sodali, cosa che Auricchio induce a pensare portando a supporto il fatto che Moggi conosceva le designazioni alle 11.56. L'allora maggiore dice che, se Moggi sapeva prima delle 12.20, doveva essere perché aveva deciso lui le designazioni, ed i maghetti Bergamo e Pairetto, gabbando i giornalisti presenti ed il notaio, avevano eseguito. A questa teoria hanno aderito anche i pm, mentre la stampa ha sposato la tesi fideisticamente, e figurati se si ponevano delle domande, senza neppure usare  la logica che suggeriva una scelta tra due sole soluzioni possibili: o anche la segretaria Alessia doveva essere inserita nella "cupola", se non vi era modo di sapere alle 11.56 l'esito del sorteggio oppure, se Alessia aveva saputo per via lecita (Ansa, giornale online, ecc), non si capisce perché non dovesse saperlo anche Moggi, e non trova giustificazione il fatto che la cosa abbia allarmato ed inquietato i ragazzi Off-side ed il loro maggiore. Questa nuova telefonata rivela che Rodomonti non lo avrebbero scelto neppure i designatori se non ci fosse stato "quel maledetto sorteggio" (telefonata Bergamo-Nicchi, oltre a "quel cavolo di sorteggio" detto da Mazzei a Facchetti), se ci fosse stata la designazione diretta, come oggi.Bergamo e la Fazi dicono chiaramente che quella partita "non è per lui", non è per Rodomonti e "non è per nessuno" (visto il "clima" che veniva creato anche dai media, ndr); quindi, se il sorteggio fosse stato truccabile, avrebbero dovuto fare in modo di estrarre un altro arbitro. Ed è poco avere questo
riscontro contrario alle ipotesi investigative? Non è poco, ma questa telefonata non è stata considerata "utile", ed il perchà©, ormai, è evidente a chi non abbia sovrastrutture mentali. Poi questa telefonata è interessante perchà© rivela, ancora una volta, che Bergamo e la Fazi si curano solo degli interessi del loro settore di competenza, la gestione degli arbitri, e non stanno certo a sperare che vinca la squadra del loro "presunto" capocupola, anzi sperano che la Juventus perda quella partita con l'Inter. Ma che cupola sarebbe?Ed il capocupola? Sarebbe nu guappo 'e cartone, solo chiacchiere e telefonini, come aveva già  rivelato la telefonata Bergamo-Facchetti, quella che la stampa filo-accusa ha girato nel "giallo su chi dice Collina", non accorgendosi, o non volendo vedere, che quella telefonata smontava ulteriormente anche il capo d'accusa che parla di arbitri sempre puniti se sfavorivano la Juventus. Andatevi a rileggere l'informativa dell'aprile 2005 e vedete quante volte è ripetuto, copiato ed incollato, sempre lo stesso pezzo sul sequestro di Paparesta. Auricchio in un intero capitolo dedicato solo al "caso Paparesta" scrive che la terna subisce i metodi "delinquenziali" della cupola, che della terna si perdono le tracce, ed invece la Bergamo-Facchetti ci dice che nella griglia A per Inter-Juventus "C'è dentro Collina, c'è dentro Paparesta...". Sà, Paparesta, tanto punito e vessato che, dopo sole due partite dai grossi errori di Reggio Calabria, è in griglia A e potrebbe ritrovare la Juve. Paparesta che riposa alla 11esima giornata, turno infrasettimanale, come altri otto dei dieci arbitri che avevano diretto la decima giornata, e che arbitra una sola giornata in B per tornare subito in sella. E gli assistenti? Forse la cupola, attraverso i designatori, si è accanita con loro? No, neppure, perché sempre quel 28 novembre Di Mauro sbandiera in Bologna-Lecce e Copelli in Sampdoria-Parma. Paragonando l'accaduto ai casi dell'arbitro Russo dopo Brescia-Roma dello scorso anno, oppure al recente caso Rocchi dopo Inter-Napoli, sul quale il teste dell'accusa Fabio Monti scrive "Rocchi, breve stop ma a San Siro interista non fischierà  più, vere e proprie ricusazioni nei fatti, viene da ridere. O da incazzarsi. Ma la cosa che troviamo scandalosa è che la stampa abbia abboccato, perché hanno informato, il "come" lo ricordiamo bene, ma chissà  se e chi le ha lette, quelle informative: se l'avessero fatto, avrebbero dovuto rilevare che lo stesso Auricchio, in altra parte delle stesse, riporta le designazioni della 13esima giornata, quella di Inter-Juve, ed in quella tabella compare Paparesta, chiaramente in pagina lontana (pagine 261 e 262) da quelle in cui è riportato che della terna quasi si perdono le tracce (pagina 367: "La strategia punitiva azionata nei confronti della terna arbitrale contraria non si esaurisce a distanza di una settimana... Per le gare del campionato di serie B del 21 novembre Paparesta non viene incluso in nessuna griglia, dell'assistente Di Mauro continua a non esserci traccia, mentre viene impegnato solo il Copelli. Anche per le gare degli ottavi di Coppa Italia continua a non esserci traccia nè del Paparesta né dell'assistente Di Mauro"). Delle punizioni esemplari chieste da O' Boss Moggi e dal socio Giraudo, spacconerie tutte riportate nelle informative, tipo quella di fermarlo per più turni, o quella "... altrimenti viene arruolato nella Legione straniera", i designatori se ne sono altamente fregati. Che cupola sgarrupata, signor maggiore, con un boss di cartone, che impartirebbe ordini non eseguiti dai suoi sodali, che addirittura consigliano ad un arbitro di bagliare solo contro, se proprio hanno un dubbio, e che sperano che il "capo" perda la partita. Ci sarebbe piaciuto assistere ad una lezione di tecnica investigativa, materia  che Auricchio ha insegnato dal 2006 a poco fa.

Bergamo-Fazi, 28 novembre 2004, ore 17.28
Fazi: Paolo?
Bergamo: Ecco fatto.
Fazi: Allora?
Bergamo: Ci ho parlato.
Fazi: E' andata?
Bergamo: Molto, molto, molto, molto esplicito...
Fazi: Ah co' Pasquale proprio?
Bergamo: Sà, sà, sà, sà. Ho detto "Io conto anche sulla tua intelligenza, perchè... una telefonata fra me e te", quindi...
Fazi: E lui?
Bergamo: Sappi che se poi non mantieni la discrezione dovuta le conseguenze le paghi te. Dice "No, no, stai tranquillo, ti ringrazio, ho capito...". Boh,
vediamo cosa fa. La cosa non chiara, pi๠che chiara.
Fazi: Più che chiara.
Bergamo: Più che chiara.
Fazi: Sei stato proprio chiaro, chiaro, chiaro.
Bergamo: Più che chiara. E quindi...
Fazi: Uhm, è andata dai... è andata, io son sicura che farà  bene...
Bergamo: Speriamo.
....
Bergamo: Ora do una telefonata anche a Pisacreta, in maniera che ci sia anche per lui... No, che faccia... un in bocca la lupo, "Mi raccomando non voglio
strascichi", basta, punto.
Fazi: Ecco. Sà, Pisacreta, sà. Pisacreta, insomma, non è... è vero che sta  tutto là, perà², insomma... uhm, uhm, uhm... no, no, hai fatto bene. Adesso  glielo hai fatto? Ti ha risposto subito? Era bello caricato?
Bergamo: Sà, è tirato eh...
Fazi: Eh, non era per lui questa partita, non c'è niente da fare... infatti,  quella non è per nessuno, figurati per lui, dopo tanto tempo... ma ringraziamo Dio ci stanno 'sti 15 punti, però..
Bergamo: Eh ma gliel'ho detto "Hai faticato anni a ritornare là, cerca di rimanerci"...
Fazi: E' sempre un crotalo all'animaccia sua... un crotalo che ti ritrovi in mezzo alle gambe quello, eh... che te sguscia là, perà²... speriamo che vada bene...

Poi Bergamo e la Fazi parlano lungamente delle altre partite del pomeriggio, dei giudizi dati dagli opinionisti di SKY ed altri media (Stadio Sprint, SKY,
ecc).
Fazi: Il Milan non c'è proprio. Quest'anno la Juve lo scudetto lo vince perchè non c'è nessun altro... nessuno! Mamma mia...
Bergamo: Ma sai, il problema sai qual è? Che se stasera perdessero con l'Inter...
Fazi: Mamma mia, che Dio volesse!
Bergamo: ... allora poi si riapre, poi c'è la Coppa dei Campioni, gli impegni, gli infortuni...
Fazi: Ma come fa a perdere con l'Inter, che l'Inter è morta?
Bergamo: Eh... stasera giocano senza Trezeguet e senza Del Piero, cioè questi hanno fatto questo campionato senza il centravanti titolare...
Fazi: Te rendi conto? E stanno a 15 punti dalle papabili...
Bergamo: E sai, questi qui, purtroppo.... non c'è niente da fare
Fazi: Ma quelli son bravi, son bravi. Questi, quando copri le fasce, la difesa ce l'hai, Buffon c'è.... prima o poi pure Zalayeta la butta dentro
Bergamo: Hai capito?

Poi la Fazi accenna ad una notizia "fatta uscire chissà  da chi e perché a ridosso di due assemblee e  prima di Inter-Juve". Quindi la Fazi parla di un articolo di Carraro ed uno di Petrucci sul Corriere dello Sport e dice che "gli serve anche il Corriere dello Sport lo stesso, anche se è un giornale di riserva, gli serve comunque quanto la Gazzetta. Se alla Gazzetta gli dà  la moviola degli arbitri, a questi altri gli deve dare qualche altra cosa, non ci sta niente da fa' eh, eh". Nel resto della telefonata i due interlocutori parlano di problemi a livello di Fifa ed Uefa, di alleanze europee da cercare, di agganci, con la Fazi che consiglia: "Te devi fa' vicino qualcuno della Fifa, te deve dare manforte qualcuno della Fifa", e ricompare il nome di Alessandro Lulli (del quale Meani in un intercettazione "sfuggita" parla come di uno visto vicino all'Inter, ndr). La Fazi: "A me come me l'ha messa Alessandro è chiara eh, ma chiara, chiara, chiara... e lui alla Uefa e alla Fifa è pi๠ammanicato de Gigi, eh, su questo non c'è dubbio, per tutti i favori che fa a tutti"; Bergamo: "Lui non è che fa favori a tutti, non fa niente..."; la Fazi "Non Gigi, Alessandro Lulli! Lui è ammanicato coi i favoretti stupidi, e lo sai". La Fazi dice che a Lulli i vertici arbitrali mondiali riferiscono tutto, e tra questi vi è anche il potentissimo Walter Gagg, il dirigente che doveva portare a De Santis i saluti di Facchetti. La Fazi: "Io non so chi è 'sto Walter Gagg. Chi è?"; Bergamo: "E' uno che conta"; la Fazi: "Ecco, vedi? Si telefonano praticamente tutti i giorni eh... non so che giro ci sia ma loro si sentono tutti i giorni". Bergamo si ripromette di chiamare Lulli per chiedergli di mettersi in contatto con Gagg.

di JU29RO

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Luciano Moggi

Luciano Moggi

Luciano Moggi nasce il 10 luglio 1937 a Monticiano, in provincia di Siena. Manager e dirigente sportivo del mondo del calcio, è noto al grande pubblico per aver ricoperto dal 1994 al 2006 la carica di Direttore Generale della Juventus. Attualmente è collaboratore del quotidiano Libero

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