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Onore nostro, Teresa Casoria

Anche l'Alta Corte aspetta te per salire sul tuo carro...

Luciano Moggi

Luciano Moggi

Luciano Moggi nasce il 10 luglio 1937 a Monticiano, in provincia di Siena. Manager e dirigente sportivo del mondo del calcio, è noto al grande pubblico per aver ricoperto dal 1994 al 2006 la carica di Direttore Generale della Juventus. Attualmente è collaboratore del quotidiano Libero
Onore nostro, Teresa Casoria
Teresa Casoria, anche l’Alta Corte aspetta te per salire sul tuo carro. Se scegli si, noi, Moggi, la Juve, e magari qualcuno che non vuol perdere del tutto la fiducia nel sistema saremo salvi. Altrimenti, se scegli no perderemo. La tua sentenza sarà la cascata definitiva: di acqua purificatrice o di merda definitiva. Sta solo a te, Teresa. Qui tutti si scansano, si sono scansati, si scanseranno. Sei l’unica che invece avrebbe voluto giudicare sin dall’inizio, sei l’unica ad avere le palle pur non avendole materialmente. Decidi tu. La sensazione che ho avuto e mi hai dato è positiva. Comunque vada, sono contento che sarai tu, piccolo ex pm anticamorra, robusta donnina digiuna di calcio ma non di calci presi e da dare, finta ingenua su brogli e imbroglioni per salvare la faccia anche a chi la faccia non l’ha avuta mai, sarai tu, il tuo passato, la tua ulcera e studi a decretare di noi, dentro o fuori. Momentaneamente s’intende. Però cogliere l’attimo è quello che conta per scrivere il resto di questa storia. Perdere a Novembre e vincere poi sarebbe tardi.

Teresa Casoria, sarai tu a decidere per il Tribunale di Napoli, l’Alta Corte del Coni, il Tnas, la Fgci, Michel Platini. Il processo penale, quello sportivo, virtuale, amministrativo. I concordati, i cda, i pacchetti azionari e i tradimenti, gli arbitrati e le future campagne abbonati, i patti scellerati e le linee editoriali dei quotidiani. Gli imputati, i tifosi, i  colleghi, i sogni, i valori, le fedi, la logica, la giustizia, il capufficio, il Bar dello Sport, la finanza, quella volta che t’ hanno umiliato, la Consob, i Tar, il tempo a parlare da solo, gli striscioni allo stadio, le nottate al computer, i milioni di euro e di parole già spese. Aspettano te per adeguarsi.

Loro s’aspettano una sentenza. Noi altri, gli imbrogliati stragiudicati, siamo già contenti di aver trovato un giudice ma non a Berlino. Un giudice vero. E’ bello pensare che sarai tu, tu che ti copri la bocca come Cassano mentre il processo si svolge e non vuoi che si sappia come la pensi e se ridi. E’ bello sapere che non sei qualcosa di cui pensar male, qualcosa in vendita o  che potranno comprare.

E’ bello avere fiducia nella giustizia degli uomini, bello affrontare il giudizio sapendo che del giudice ti puoi fidare. Credici Teresa. Qui s’è stati condannati un miliardo di volte. Assolti quasi altrettanto. S’è visto un miliardo di toghe, s’è visto il giudizio degli altri negli occhi da pari a pari. Non s’è mai dato peso né onore al giudicare. Credici Teresa Casoria. E’ la prima volta che, comunque vada, ci viene un Vostro Onore.

di Vincenzo Ricchiuti

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