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Benedetti i droni

Gli americani fanno fuori un predicatore di Al Qaeda più pericoloso di una bomba

Andrea Morigi

Andrea Morigi

A Libero dal 2000, conduttore di Radio Maria, autore del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo.
Benedetti i droni
God bless the drone. Dio benedica i droni che hanno stroncato Anwar al-Awlaki. Nessuno, fra l'altro, dovrebbe maledire l'attacco aereo degli Stati Uniti nello Yemen che, ieri, ha ucciso una decina di persone fra le quali il predicatore di Al Qaeda nella Penisola Arabica. In fondo, quest’ultimo era un cittadino americano, circostanza che dovrebbe evitare l’indignato imbarazzo che s’impadronì dei pakistani quando i Navy Seals seccarono Osama Bin Laden. Anzi, Ali Abdallah Saleh, il presidente yemenita, potrebbe essere portato a considerare l’azione militare come un omaggio di benvenuto. In fondo è tornato solo da pochi giorni nel proprio Paese, da circa un anno in preda alla guerra civile. Tre mesi fa Al Qaeda aveva preso a cannonate il  suo palazzo a Sana’a e Saleh era rimasto ferito gravemente, tanto da doversi ricoverare in Arabia Saudita. Ora che si è ristabilito, può dirsi ancora più soddisfatto per aver assistito alla fine del principale ispiratore della guerra santa.
Altrettanto possono dire, anche se non se ne sembrano essersene accorti, i governi occidentali. Se lo Yemen può dirsi più sicuro, anche l’Europa non ha che da ringraziare, per l’ennesima volta, gli Usa. Si contano a decine i terroristi che, in Germania e nel Regno Unito, sono stati indottrinati direttamente o indirettamente da al-Awlaki via web, si sono radicalizzati e infine sono entrati in azione in Somalia, in Afghanistan o nella Penisola arabica. Il suo libro 44 modi per sostenere il jihad, pubblicato in lingua inglese nel 2009, rimane tuttora un best-seller fra gli ultrafondamentalisti. A dimostrazione del fatto che la minaccia terroristica non è rappresentata soltanto da gruppi armati, ma innanzitutto dalla predicazione per il reclutamento.

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Commenti all'articolo

  • Lev la Paz

    03 Ottobre 2011 - 23:11

    D'accordo. Però tutti criminali agiscono nell'ombra per far del male agli innocenti. Credo ci sia la necessità di definire il conflitto meglio, dal punto di vista legale. La guerra è asimmetrica ma la Costituzione no, (grazie a Dio): lo stato non può ammazzare la gente senza processo, in una situazione di guerra non dichiarata. Siamo in acque torbide; il che non promette niente di buono, se ci stanno a cuore le libertà individuali. Grazie Morigi, L.

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  • amorigi

    03 Ottobre 2011 - 21:09

    Certo, anche l’ex vicepresidente Dick Cheney ha protestato: «Dicevano che avevamo tradito i nostri ideali o adottato politiche ad essi contrarie, quando ricorrevamo a dure tecniche di interrogatorio». Invece, «ora chiaramente si sono mossi nella direzione di adottare azioni forti quando ritengono che questo sia giustificato». Tuttavia lo stesso Cheney ha definito il raid contro Awlaki una «buona operazione». Di fronte alle perplessità, la Casa Bianca ha giustificato la decisione di uccidere Al Awlaki, cittadino americano, sostenendo che faceva parte di un’organizzazione terroristica che pianificava attivamente attentati contro gli Usa. Così, un documento del Dipartimento di Giustizia, concepito come appiglio legale al raid, conclude che Awlaki non aveva diritto a una normale tutela legale perché era un combattente in guerra con gli americani. E, com'è noto a tutti, si tratta di una guerra asimmetrica, dove i terroristi agiscono nell'ombra contro civili indifesi.

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  • Lev la Paz

    01 Ottobre 2011 - 15:03

    Nonostante il fatto che detesti Al-Qaeda quanto lei, non riesco a rallegrarmi per l'uccisione di quest' individuo. Si tratta di un'esecuzione extra-giudiziaria di un cittadino americano, ed è un orrore giuridico. Cioè, il Presidente ha autorizzato l'uccisione di un americano senza processo. Se lo avesse fatto il Presidente Bush ci sarebbero i titoli in prima pagina del NYT e di Repubblica, ma Obama ha licenza di fare quello che vuole. Abbiamo lanciato un missile contro un figlio di buona donna e abbiamo fatto un buco nella costituzione, creando un brutto precedente. L.

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