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Una poesia incisa col sangue

Ronde islamiche in libertà negli Stati Uniti

Andrea Morigi

Andrea Morigi

A Libero dal 2000, conduttore di Radio Maria, autore del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo.
Una poesia incisa col sangue
Il poeta iracheno Alaa Alsaegh si illudeva, andando a vivere negli Stati Uniti, di poter dire e scrivere quel che voleva. Ci ha provato circa un anno fa, pubblicando sul web i suoi versi Lacrime al cuore dell’Olocausto, in lingua araba, esprimendo i suoi sentimenti di amore e compassione per il popolo ebraico e il suo dolore per quanto avvenuto con la Shoah. Da allora ha ricevuto minacce, è stato additato come traditore e definito un infedele. Ma finora si riteneva al sicuro. L’America è la patria della libertà d’espressione, in teoria.
In pratica, il 14 agosto scorso, in pieno giorno, mentre sta guidando l’auto nel traffico di St. Louis, nel Missouri, un’utilitaria bianca gli taglia la strada e lo blocca. Degli uomini vestiti da vigilantes scendono da un’auto alle sue spalle, entrano nel veicolo di Alsaegh e gli puntano contro una pistola. Intanto uno di loro, dopo avergli tolto la camicia, gli incide una stella di David sulla schiena con un coltello, recitando a memoria la sua poesia. È una ronda islamica che, nel cuore dell’America, vigila sul rispetto della sharia e aggredisce chi ne infrange le norme.
La scena si consuma in un lampo. Sulle prime, i passanti non si rendono conto di quel che sta accadendo poi, quando gli aggressori si dileguano, la vittima viene soccorsa. La testimonianza fotografica che riproduciamo qui arriva dall’ospedale. Nessuno tra i maggiori organi di stampa riporta la notizia. Soltanto FrontPage, il 27 settembre, decide di rompere il silenzio. Nonie Darwish, ideatore del sito internet che aveva ospitato la poesia di Alsaegh, attende dall’autore la conferma che secondo l’Fbi si tratta di un crimine d’odio. Poi commenta, «se osiamo parlare delle nostre paure, siamo immediatamente silenziati e accusati di essere islamofobi». Perciò, a suo avviso, si ignorano «gli attacchi perpetrati da musulmani contro musulmani infedeli o i delitti d’onore», che avvengono negli Stati Uniti. Ora però Alsaegh, invece di occuparsi di letteratura, si trova con la fattura delle cure ospedaliere da pagare. Nel frattempo, medita di trasferirsi. Se il primo emendamento della Costituzione americana – che dovrebbe garantire la libertà religiosa oltre che la libertà di parola e di stampa - tutela i violenti, per i poeti non c’è posto.

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