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Il debito pubblico cresce con l'aumento degli immigrati

L'incremento della popolazione straniera blocca le riforme

Andrea Morigi

Andrea Morigi

A Libero dal 2000, conduttore di Radio Maria, autore del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo.
Il debito pubblico cresce con l'aumento degli immigrati
Da giovedì, Libero sta pubblicando un’inchiesta a puntate sull’immigrazione, i suoi costi e i danni che provoca. I dati di Gilberto Oneto non soltanto sono incontestabili, ma servono proprio a contestare i falsi miti sui presunti vantaggi portati dagli stranieri all’economia italiana.


In realtà, l'incremento della manodopera a basso costo deprime il mercato del lavoro abbassando il livello delle tutele e dei diritti e delle retribuzioni.
I dati sulla criminalità e la popolazione carceraria parlano da soli. La percentuale (sul totale della popolazione immigrata) di reati commessi da stranieri e i numeri relativi ai detenuti extracomunitari nelle carceri italiane sono chiari e impongono una riflessione innanzitutto sulla retorica relativa alla presunta xenofobia e in secondo luogo sulla necessità crescente di impegnare denaro e risorse, in una situazione di crisi economica e di debito pubblico da emergenza, per garantire la sicurezza ai cittadini e l’ordine pubblico, per celebrare processi, per evitare il degrado sociale.  Aggiungo un ulteriore elemento di giudizio: non si riesce a introdurre il quoziente familiare nel sistema fiscale italiano. Il motivo è uno solo: la gran parte delle famiglie numerose sono costituite da immigrati, i quali finirebbero per ottenere i maggiori benefici dal provvedimento.

Da qui la perplessità di alcune forze politiche. Paradossalmente, il principale cavallo di battaglia dei cattolici italiani diventerebbe un cavallo di Troia dell’islam. È un timore infondato, perché la quota di stranieri musulmani è minoritaria. Ma allo stesso tempo occorre cogliere un segnale che dimostra quanto la questione dell’immigrazione sia in grado di frenare le riforme che contribuirebbero a modernizzare la Nazione in senso antistatalista.
A 150 anni dalla discussa Unità d’Italia, la presenza degli stranieri rischia di provocare una frattura insanabile nel tessuto sociale.  

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Commenti all'articolo

  • thorglobal

    27 Novembre 2011 - 23:11

    Dove erano i nostri parlamentari scalda-poltrone sette-otto mesi or sono,quando sono arrivate le prime avvisaglie?glielo dico io:a intascare e garantirsi le prebende.Altro non sanno fare.Poi scusi,quando in Italia un presidente del consiglio non può decidere nulla se non con il consenso degli alleati non si va da nessuna parte. Con un debito pubblico spaventoso,una politica invadente e godereccia,assistenzialismo spaventoso in certe regioni,soldi a pioggia a tante aziende,pensioni stratosferiche atante persone.Sa che cosa le dico:la"CASTA" in un modo o in altro cercherà di salvarsi e il popolo...DE Profundis

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  • thorglobal

    27 Novembre 2011 - 22:10

    In Italia siamo arrivati ad una situazione tragica.Gli immigrati sono una risorsa? Balle.E chi ha creato nel passato questa situazione? Certi sindacati con il beneplacito dei governi catto-comunisti.Gli italiani non vogliono fare certi lavori,dicevano.Parliamoci chiaro:hanno sempre cercato di garantire le organizzazioni che portano i voti,con le conseguenze che ora vediamo.Un'altra osservazione:allo stato attuale in Italia ci sono circa 60000(sessantamila) immigrati sparpagliati in varie strutture con costi esorbitanti.Chi paga?Berlusconi ,Fini, Bossi,Bertinotti,Vendola,Bersani,Martelli,il Vaticano?Glielo dico io: i soliti imbecilli.

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