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I copti in pericolo anche a Milano

Bande di fondamentalisti egiziani scatenano la caccia al cristiano

Andrea Morigi

Andrea Morigi

A Libero dal 2000, conduttore di Radio Maria, autore del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo.
I copti in pericolo anche a Milano
Si prepara a sbarcare anche a Milano la persecuzione dei cristiani copti. «Da giorni circolano voci tra i giovani musulmani egiziani che frequentano la zona di via Padova», denuncia il coordinatore del movimento egiziano “6 aprile” in Italia, Ala al Gazzar, all’agenzia Aki – Adnkronos International, «secondo le quali alcuni ragazzi si stanno organizzando per vendicarsi di quanto accaduto lunedì scorso davanti al nostro consolato a Milano». L’esponente del gruppo egiziano, noto per aver guidato la rivoluzione contro Hosni Mubarak, fa riferimento a una rissa, avvenuta «durante la manifestazione organizzata lunedì scorso dai copti davanti al consolato egiziano di Milano, per condannare le violenze avvenute al Cairo il giorno prima», in cui durante gli scontri con la polizia erano stati uccisi 24 copti.
All’origine della tensione nel capoluogo lombardo, c'è soltanto il racconto di un musulmano che sosteneva di essere stato aggredito da alcuni copti e che era «andato a chiamare rinforzi tra i suoi amici di via Padova provocando scontri e il ferimento di cinque persone».
La voce intanto sta circolando e i più fanatici si danno appuntamento per «difendere l’Islam» e scatenare la caccia al cristiano proprio durante la nuova manifestazione organizzata dai copti davanti al consolato egiziano di Milano per domenica 16 ottobre.
Ai cristiani egiziani, molti dei quali immigrati in Italia per sfuggire alla violenza dei fondamentalisti, potrebbe essere così negato, con un pretesto, anche il diritto di parola oltre che la libertà di praticare liberamente la loro religione. Perciò al Gazzar lancia un appello: «Chiediamo ai musulmani egiziani residenti a Milano di mantenere la calma e di non accettare provocazioni, temiamo che ci possano essere scontri con i copti che vivono in città. Non vogliamo che i tentativi di far cadere l’Egitto in una guerra civile si ripercuotano anche tra noi egiziani che viviamo in Italia».

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Commenti all'articolo

  • janedo

    08 Settembre 2012 - 13:01

    qualcuno ha mai collegato, la primavera egiziana ,con la posizione presa da mubarak contro le stragi dei cristiani avvenuta nel dicembre precedente????????????????????

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  • sparviero

    24 Ottobre 2011 - 23:11

    Matrimonio , parrocchia in festa, Bolzano, clima rigido, il nostro Don che è anche un uomo nell'euforia della festa ha bevuto un bicchierino in più. Capita. E' vero le regole sono regole e valgono per tutti, direi che in questo caso chi lo ha fermato avrebbe dovuto dargli la penitenza "tornare in parrocchia a piedi con rosario incorporato"

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  • sparviero

    24 Ottobre 2011 - 23:11

    Matrimonio , parrocchia in festa, Bolzano, clima rigido, il nostro Don che è anche un uomo nell'euforia della festa ha bevuto un bicchierino in più. Capita. E' vero le regole sono regole e valgono per tutti, direi che in questo caso chi lo ha fermato avrebbe dovuto dargli la penitenza "tornare in parrocchia a piedi con rosario incorporato"

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  • sparviero

    24 Ottobre 2011 - 23:11

    Se già tra loro non sono mai andati d'accordo, come è possibile che lo facciano con noi? Vi rendete conto che se una ragazza musulmana ha una relazione con un ragazzo occidentale ,questa nella maggioranza dei casi viene uccisa dal padre. Signori del governo queste povere ragazze uccise le avete sulla coscienza voi. Continuate a far finta di niente, la poltrona è molto più importante. La donna per loro vale zero non fate finta di non capire. Gli stupri alle nostre donne fanno parte di un altro capitolo,continuiamo così, va tutto bene.

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