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Contro la sharia in Libia, in Italia arriva il divieto del burqa

Premiate le battaglie parlamentari e civili di Souad Sbai e Fiamma Nirenstein

Andrea Morigi

Andrea Morigi

A Libero dal 2000, conduttore di Radio Maria, autore del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo.
Contro la sharia in Libia, in Italia arriva il divieto del burqa
Si combatte da anni la guerra santa nei tribunali, puntando le armi della querela contro chi denuncia l’avanzata del fondamentalismo islamico in Italia e in Occidente.

Fortunatamente, grazie al periodico Cartalibera diretto da Edoardo Croci, non manca anche un riconoscimento per chi invece ha il coraggio di parlare chiaro. È il premio Controcorrente Luca Hasdà, dedicato al consigliere comunale liberale milanese scomparso nel 2005 a soli 34 anni. Domenica sera, al Grand Hotel et de Milan, durante un evento organizzato dall’on. Andrea Orsini, al quale hanno partecipato il presidente della Provincia Guido Podestà e il presidente del consiglio provinciale di Milano Bruno Dapei, la targa è stata assegnata a Souad Sbai e a Fiamma Nirenstein. Una donna araba e una ebrea, entrambe giornaliste, elette deputate nelle file del PdL e impegnate fianco a fianco nella stessa battaglia per i diritti umani.

Non si può più tacere davanti all’introduzione della sharia e della poligamia nei Paesi del Mediterraneo. Altrimenti ci si lascerà cucire la bocca anche sulla minaccia di genocidio che da Teheran incombe su Israele e, di conseguenza, su tutti noi, ha sottolineato l’on. Nirenstein. A due passi dalle coste italiane, la barbarie dell’impalamento di Muammar Gheddafi non è che un’anticipazione dell’ondata di lapidazioni che sommergerà la Libia, ha avvertito l’on. Sbai. Qui, gli avamposti sono già organizzati. Da Milano parte tutta la rete terroristica che si appoggia alla lobby islamica, una filière composta dai convertiti e dai sauditi che li finanziano, ma anche dai giudici che danno loro ragione consentendo alle donne di indossare il burqa e il niqab.

Il premio, le due parlamentari se lo sono meritate anche perché il loro impegno non si ferma qui. Fra oggi e domani, il Parlamento italiano può lanciare un segnale in questa direzione, proprio votando a favore la legge che impedisce di indossare il velo integrale. La medaglia al valore, per quelle due donne battagliere, sarà il sì della Camera.

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Commenti all'articolo

  • gekconsulting

    24 Ottobre 2011 - 19:07

    E questo sarebbe il risultato di sette mesi di guerra e di chissa quanti milioni di euro di spese per armare i ribelli, e proteggergli con arerei e navi?. mentre l'Europa sta vivendo una creisi economica spaventosa, e l'Italia rischia di diventare una nuova Grecia, noi sostanzialmente abbiamo contribuito, con un enorme sforzo economico a creare i presupposti peun radicale islamizzazione anche della Libia, e poi non abbiamo i soldi per pagare la benziana ai carabinieri e alla polizia. Del resto i nostro beneamati politici hanno altro a cui pensare... o no? E.

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