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Italia, paradiso islamico per i predicatori d'odio

La Francia nega il visto a Qaradawi. Il governo Monti aspetta la strage

Andrea Morigi

Andrea Morigi

A Libero dal 2000, conduttore di Radio Maria, autore del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo.
Italia, paradiso islamico per i predicatori d'odio
È stato necessario il massacro compiuto da Mohammed Merah perché il presidente francese Nicolas Sarkozy dichiarasse lo sceicco egiziano Yussuf Al Qaradawi "persona non grata" sul territorio della République. Non avevano atteso così a lungo gli Stati Uniti che l'avevano inserito sulla loro "lista nera" già nel 1999, né il Regno Unito, che gli avevano negato il visto d'ingresso nel 2008. Presto o tardi, l'Occidente arriva a comprendere il legame fra i predicatori d'odio e la violenza.
Tergiversa ancora, invece, l'Italia. A Bellaria, il 6 gennaio scorso, con il benestare del governo Monti, è intervenuto a un convegno dell'Ucoii un tale Sawfat Hijazi, telepredicatore egiziano che, a causa della sua «inaccettabile glorificazione della violenza terroristica», due anni fa fu collocato dal ministero dell’Interno britannico nell'elenco degli indesiderati. È meno famoso di Qaradawi, che sulla tv araba Al Jazeera si è spinto fino all'apologia di Adolf Hitler.
Ma anche Hijazi si dichiara apertamente «nemico degli ebrei» e invita le mamme islamiche a educare i propri figli alla guerra santa. È convinto, e lo ripete pubblicamente, che «il giorno del giudizio non arriverà prima che avremo combattuto gli ebrei». Interrogato da Souad Sbai, il ministero dell'Interno non si è ancora degnato di rispondere in Parlamento. Forse aspettano la strage anche in Italia. Nel frattempo, l'Ucoii, associazione promotrice dell'evento di Bellaria, è stata inserita fra i membri della Conferenza sulle religioni dal ministro dell'Integrazione Andrea Riccardi.

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Commenti all'articolo

  • Infidel Rev

    08 Agosto 2012 - 17:05

    Hungry man parla di razzismo, ma da puro “dhimmi” dimentica o preferisce dimenticare che i veri razzisti sono gli islamici che per 1400 anni hanno vessato, schiavizzato e massacrato centinaia di milioni di uomini, donne e bambini in Africa, Europa e Asia. Tant'è che ancora oggi pare esista la schiavitù islamica in alcune parti dell'Africa. - L'Islam non è una religione, è un pensiero politico distruttivo e colonialista, ben più dannoso dello stalinismo o del nazismo. Noi, la nostra civiltà, che si regge purtroppo sulla "regola d'oro", non abbiamo bisogno di islamici, neri, gialli o bianchi, o convertiti. Non abbiamo bisogno nemmeno di “dhimmi” pronti a farsi sodomizzare dalla "grande spada islamica". Spero che sia chiaro per tutti

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  • Infidel Rev

    08 Agosto 2012 - 17:05

    Hungry man è probabilmente uno di quei milioni di "dhimmi" pronti a calar le braghe e a starsene zitti e buoni quando gli islamici bruciano le chiese, massacrano i cristiani, gli indù o i buddisti, ma sicuramente da buon “dhimmi” si strappa i capelli e grida allo scandalo quando dei soldati danno fuoco a dei vecchi corani. hungry man parla di fascismo senza conoscere la storia, probabilmente non sa o finge di non sapere che il nazi-fascismo era legato a doppio filo a molti leader arabi, tra tutti, il Gran Muftì di Gerusalemme, il capo dei palestinesi, che creò i reparti islamici delle SS. - Arafat, altra bestia,(premio nobel per la pace!!) era parente di quel rifiuto nazista e ricevette finanziamenti da organizzazioni neo-naziste europee sicuramente fino alla fine degli anni '60. Continua

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  • Hungry Man

    15 Aprile 2012 - 14:02

    Che feccia. Si commentano da soli.

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  • Hungry Man

    15 Aprile 2012 - 14:02

    Questo il cardine dell'ignoranza che genera razzismo gratuito. Che commenti da poveretti su questa giornale online, il peggio del paese. Una massa di pensionati timorati di dio, relitti pseudo fascisti pieni di rancore. Italiani, per giunta, trattati come bestie nella prima metà del 20 secolo dagli uffici immigrazione di tutto il mondo, portatori di mafia, violenza e corruzione, che credono di puzzare di meno del marocchino o dell'albanese, ma con un tanfo di zoticume che li accompagna ovunque, 'sti italioti da quattro soldi.

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