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Tarantini, che sfiga!

Per lui Berlusconi è stato il Re Mida al contrario

Franco Bechis

Franco Bechis

Torinese classe 1962. E' stato direttore del Tempo, Italia Oggi e Milano Finanza. Attualmente è Vicedirettore di Libero
Tarantini, che sfiga!
Giampaolo Tarantini ha agganciato Silvio Berlusconi pensando di dare una svolta epocale alla sua vita. E svolta infatti c'è stata: da quando ha conosciuto il premier, la sfortuna l'ha preso di mira. Lui aveva grandi propositi. Prima di incontrare Berlusconi la prima volta è andato a chiedere il permesso ai suoi vecchi amici, che lo avevano sostenuto in Puglia: prima di tutti quel Roberto De Santis, comunista della prima ora e già socio di Massimo D'Alema nella barca Ikarus. Quelli gli hanno detto sì: sai che affari faremo? E il povero Gianpi si è messo all'opera, sera dopo sera, festa dopo festa, ragazza su ragazza. Si è fatto i conti: almeno 50 mila euro spesi solo per le ragazze da presentare (hotel, viaggi aerei, argente du poche). E gli affari? Sì, il premier lo ha fatto ricevere da Guido Bertolaso. Che è stato cortese, ma ha detto: "Io non c'entro nulla con quel che vi interessa, bisogna chiedere a Finmeccanica". Gianpi è andato dal premier e ha chiesto un appuntamento con il numero uno di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini. Appuntamento sempre rimandato. Il gruppo Tarantini è stato intanto ricevuto da alcuni dirigenti di secondo piano di Finmeccanica. Che hanno preso tempo. Per sciogliere la pratica, altre ragazze da pagare. Per serate Finmeccanica. Quando sembravano sul punto di concludere, ecco arrivare la notizia: l'affare a cui puntavano era da rimandare, perchè in Finemccanica satavano litigando Guarguaglini e la moglie, Marina Grossi, alla guida di una società essenziale per Tarantini. Affari? Zero. Spese? Migliaia di euro. Perfino debiti: il povero Gianpi ha dovuto chiedere un prestito di 1500 euro all'amico De Santis per pagare una ragazza. Quando dopo mesi finalmente la trattativa con Finmeccanica si riapre, ecco saltare fuori Patrizia D'Addario con il suo registratore. Tarantini diventa per tutti un uomo da evitare, appestato. Affari zero, le sue società falliscono, la bella vita resta un ricordo amaro. Si spalancano le porte del carcere, poi mesi agli arresti domiciliari. A quel punto è in braghe di tela. Non ha un euro con cui campare. Incontra Valter Lavitola, che gli dice: ci penso io con Berlusconi, che è un uomo generoso, ti aiuterà. Lavitola è svelto e ci pensa davvero: prende lui i 500 mila euro che Berlusconi destina a Tarantini, e intanto che c'è si prende pure la moglie di Gianpi, Nicla, che si infatua di lui. Fa tutto Lavitola, e Tarantini non sa nulla. Lo saprà a fine agosto, quando grazie alle intercettazioni al telefono di Lavitola la procura di Napoli arresta Gianpi per tentata estorsione al premier. Tentata, perchè i soldi se li è presi l'altro. In carcere- come se non fossero bastati i due anni, Tarantini scopre pure che la moglie lo tradiva. Ci mancava quella. Da venti giorni è a Poggioreale. Già interrogato, ha detto tutto quel che sapeva. I suoi difensori chiedono ai pm di Napoli di farlo uscire dal carcere e dargli almeno i domiciliari. Gli arcigni pm di Napoli forse inteneriti dalla storia di Gianpi, dicono sì. Si va dal gip: è un gioco da ragazzi. La liberazione è questione di ore. E invece il gip, Amelia Primavera, dice che si potrebbe anche fare, ma la competenza non è sua: tutto va trasferito a Roma. E Gianpi resta a Poggioreale. Incontrando Berlusconi pensava di trovare il suo Re Mida. E' andato tutto all'opposto. Se non è sfiga questa...

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Commenti all'articolo

  • Franco Bechis

    22 Settembre 2011 - 10:10

    Ahi, pizzicato e bocciato. Chiedo perdono e lascio i miei errori da matita rossa. Bocciato in francese (eppur sono piemontese) e come tastierista... Ma era il primo post, e qualche s di troppo scappa... O forse Tarantini ha proprio tanta tanta sssssfiga :)

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  • imahfu

    22 Settembre 2011 - 09:09

    ''Chi non mangia con me , peste lo colga'. E la Marcegaglia, questa volta apre gli occhi e manda all'aria il lavoro di 10 anni di Sacconi intento in questo lasso di tempo a dividere i sindacati e a rendere libero il licenziamento. Fallimento totale di Sacconi che continua a non dirci di cosa sono pieni i sacconi. Se non mangia con ''loro'' é komunista. Ecco spiegato perché il PDL parla ancora di kokomunismo. Dovrà estendere l'epiteto a tutta la Confindustria che ha ormai voltato le spalle al Berluska. Vuoi vedere che costui diventa Berluskomunista?

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  • imahfu

    22 Settembre 2011 - 09:09

    E' tutto chiaro. Ha impiegato il suo tempo non per il paese ma per le donnine... a 75 anni!

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  • imahfu

    22 Settembre 2011 - 09:09

    Di Pietro ha accennato alla gravità della situazione economica che, prima o poi, potrebbe trasformarsi in moti di piazza dove il morto molte volte ci scappa. E' un saggio avvertimento (non sono dipietrista ma la frase é troppo chiara). Il popolo viola lancerà monetine? Spero ne lancino una anche per me che non sono a Roma. Non vorrei pero' che le monetine venissero raccolte: chi é ricco non é mai contento....Vero Premier? Le ''fanciulle'' viaggiavano su aerei di Stato (paghiamo noi) grazie ad una leggina fatta ad hoc. Che leggi meravigliose! Sono riforme!

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