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Cabina di regia anche a Libero. Commissarierei Tremonti così...

Taglio della spesa, privatizzazioni, nuovo fisco. Qualche proposta da girare a palazzo Chigi

Franco Bechis

Franco Bechis

Torinese classe 1962. E' stato direttore del Tempo, Italia Oggi e Milano Finanza. Attualmente è Vicedirettore di Libero
Cabina di regia anche a Libero. Commissarierei Tremonti così...
A Giulio Tremonti fischieranno le orecchie. E Gianni Letta dovrà lanciarsi in un'altra mediazione. Oggi però abbiamo provato la cabina di regia- commissaria l'Economia anche a Libero. Così ho provato a buttare giù anche io il mio contributo. Chissà che non arrivi a palazzo Chigi... Eccolo

1.    Riduzione della spesa pubblica. Previdenza. Età pensionabile a 65 anni, pensione di anzianità a 64 anni raggiungendo quota 100 (36 anni di contributi) con uniformazione del sistema entro un triennio. Unificazione età pensionabile uomini-donne entro lo stesso periodo, investendo parte dei risparmi previdenziali ottenuti in maggiori servizi di aiuto al lavoro femminile (asili nido, deduzione/detrazione dal reddito familiare di spesa per colf e baby sitter). Da valutare ipotesi di riduzione permanente della rivalutazione degli assegni pensionistici per tutti i pensionati che hanno usufruito del più conveniente metodo retributivo

2.    Riduzione della spesa pubblica. Sanità. Applicazione immediata dei costi standard sulla base delle best practise esistenti. Concedere alle regioni 5 anni di tempo per adeguarsi al costo standard, riducendo per pari importo la possibilità di leva fiscale delle stesse (addizionale Irpef regionale e Irap), in modo da essere certi del taglio della spesa improduttiva

3.    Riduzione della spesa pubblica. Pubblico impiego. Taglio delle piante organiche in tutti i settori della pubblica amministrazione, centrali e periferici, del 20%. Riduzione di pari entità (con possibilità di deroghe compensative di volta in volta decise con provvedimento amministrativo) degli organici reali attraverso un blocco totale del turn-over fino a quando non si sono raggiunti gli obiettivi

4.    Riduzione della spesa pubblica. Costi della politica. Abolizione delle province, riduzione del 50% dei parlamentari e del 30% di tutti gli altri organi consiliari elettivi. Blocco del turn over di Camera e Senato fino al raggiungimento della riduzione del 50% delle piante organiche, Blocco del turn over per i dipendenti di organi consiliari degli enti locali fino al raggiungimento della riduzione del 30% dei propri organici

5.    Riduzione del debito pubblico. Creazione di una Holding Italia spa cui apportare tutte le partecipazioni mobiliari oggi detenute dal Tesoro. Riassorbimento di titoli del debito pubblico attraverso un’operazione di concambio degli stessi con titoli di Holding Italia riservati pro quota agli attuali sottoscrittori del debito pubblico. Dividendi dei titoli pagati attraverso la liquidità ottenuta con le cessioni delle partecipate. Obbligo per tutte le regioni e i comuni di varare lo stesso tipo di operazione (per i comuni attraverso holding Italia comuni Regione etc…) offrendo le azioni in concambio del proprio debito istituzionale (estinguendo così tutti i mutui e i contratti derivati sottoscritti) e a parziale concambio di debiti commerciali della pubblica amministrazione (con imprese fornitrici). Anche qui i dividendi saranno pagati dalla liquidità ottenuta attraverso cessione di società partecipate. Una parte della liquidità sarà tenuta a riserva delle holding per essere impiegata nel territorio in opere di utilità sociale. Operazione simile su tutto il patrimonio immobiliare dello Stato e degli enti locali. O attraverso la creazione di una subholding Immobili Italia etc… in Holding Italia. O attraverso la costituzione di un Fondo immobiliare Italia e poi per Regioni e Unioni regionali di comuni a cui trasferire tutto il patrimonio per metterlo a reddito e dismetterlo. Le quote del fondo possono essere offerte in pre-lazione per operazioni di concambio a possessori di titoli del debito pubblico ad ogni livello.

6.    Riforma del fisco. Azioni di contrasto all’evasione fiscale attraverso programma di verifiche territoriali basato sull’incrocio fra consumi rilevati e reddito dichiarato. Progressivo aumento dell’utilizzo del sistema di contrasto di interessi (possibilità di detrarre dalle imposte il pagamento di particolari tipi di spese). Norme per limitare l’intestazione di beni a società. Creazione di un fondo per la riduzione delle imposte a cui affluiscano tutte le risorse recuperate nell’attività di contrasto dell’evasione. Riforma della tassazione sulle persone fisiche con la previsione di un’area no-tax e di tre tetti massimi progressivi (es. 24- 31- 40) che siano però compressivi di tassazione nazionale sulle persone fisiche, addizionali comunali e regionali e tariffa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Con gli stessi principi, riforma della tassazione sul lavoro autonomo e della tassazione di impresa, ed eventuale sostituzione dell’Irap con altra forma di tassazione che non abbia alla base il capitale umano. Introduzione progressiva del fattore famiglia nel sistema di tassazione sulle persone fisiche. Riduzione non lineare, ma selettiva, di tutte le agevolazioni fiscali censite nella cosiddetta bozza Ceriani (nell’ultima versione sono oltre 600), con l’obiettivo di abolire tutte le agevolazioni a imprese che producano distorsione delle regole di mercato e della concorrenza (comprese quelle energetiche).

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