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Giulio tira uno scherzo da prete a Silvio e Marina: sì, quella norma fiscale su Mondadori era ad personam

Il ministero rivela: alla fine pagati 13 milioni per il mini-condono e 8,7 (i due terzi) erano della casa editrice di Segrate

Franco Bechis

Franco Bechis

Torinese classe 1962. E' stato direttore del Tempo, Italia Oggi e Milano Finanza. Attualmente è Vicedirettore di Libero
Giulio tira uno scherzo da prete a Silvio e Marina: sì, quella norma fiscale su Mondadori era ad personam

Per una volta chi pensava male ci ha quasi azzeccato. Quando nel marzo 2010 fu approvato un emendamento parlamentare per estinguere le liti fiscali pendenti da più di dieci anni in Cassazione con il pagamento di una somma pari al 5% del valore della controversia, quasi nessuno ci fece caso. Poi i giudici dell’inchiesta sulla P3 ipotizzarono pressioni in Cassazione per ottenere una sentenza fiscale favorevole alla Mondadori, e il fatto fu smentito proprio dall’esistenza di quella legge. Insorse l’opposizione, sia pure in ritardo, sostenendo che allora la norma votata era “ad personam”. Replicò Marina Berlusconi, presidente della Mondadori spiegando che decine e decine di aziende ne avrebbero usufruito come la Mondadori e fra i beneficiari c’era pure il gruppo di Carlo De Benedetti. A sollevare un velo su cosa davvero è accaduto è stato il ministero dell’Economia guidato da Giulio Tremonti. Che ha inviato alla commissione Finanze del Senato una nota delle Agenzie delle Entrate che rischia di mettere in un certo imbarazzo il premier Silvio Berlusconi e la sua primogenita. Perché è vero che a richiedere di pagare quel 5% per chiudere il contenzioso non fu solo la Mondadori: le domande sono state 191 e quelle accolte per regolare pagamento nei termini della somma solo 67. La nota spiega che il valore delle controversie condonate in quel modo ammontava a 225 milioni di euro, senza tenere conto di “interessi, indennità di mora ed eventuali sanzioni collegate al tributo”. Secondo il ministero dell’Economia “le somme complessivamente versate all’erario per effetto delle predette istanze ammontano a circa 13 milioni di euro”. Quindi sono state 67 le società che hanno beneficiato del piccolo condono fiscale, la Mondadori ha versato 8,7 milioni di euro (i 2/3 del condono), le altre 66 società hanno versato 4,3 milioni di euro (1/3 del condono). Scherzo da prete quello tirato da Tremonti ai Berlusconi con questa noterella: perché senza dirlo espressamente, ha mostrato quella contestata legge (per cui volevano dimettersi gli autori Mondadori) come una legge se non proprio ad personam, per due terzi sì…

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Commenti all'articolo

  • maurnarg

    30 Settembre 2011 - 19:07

    I" normali" ricevono cartelle esattoriali anche per 1 euro non versato e , notizia di oggi, vanno a processo per un ovetto kinder. Mi creda Bechis, la famiglia Berlusconi casca sempre in piedi.

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  • Franco Bechis

    30 Settembre 2011 - 12:12

    I 2/3 riguardano l'importo versato, che non è legato alle dimensioni dell'azienda, ma al valore del contenzioso con il fisco. Fra le altre 66 aziende ci sono imprese non così diverse da Mondadori per dimensione, solo che il contenzioso era meno rilevante e quindi hanno dovuto pagare meno...

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  • antari

    29 Settembre 2011 - 23:11

    ad personam o ad personam ?

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  • drazen

    29 Settembre 2011 - 22:10

    Caro Bechis, la leggo sempre volentieri su bLibero, però vorrei sommessamente farle notare che 1/67, cioè un'azienda su 67, corrisponde allo 0,015%. Altra cosa è l'importo, che naturalmente è correlato alla dimensione dell'azienda. Con viva cordialità.

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