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Fiorini, l'uomo che scalò Mgm, oggi fa la vita di un pensionato malandato

Incontro alla cassa del supermercato con il finanziere più rapido dei favolosi anni Ottanta

Franco Bechis

Franco Bechis

Torinese classe 1962. E' stato direttore del Tempo, Italia Oggi e Milano Finanza. Attualmente è Vicedirettore di Libero
Fiorini, l'uomo che scalò Mgm, oggi fa la vita di un pensionato malandato

Ieri mattina prima di andare a Libero sono andato a fare la spesa in un supermercato del quartiere romano Prati, a due passi da viale Mazzini. Arrivato alla cassa c’era un signore piuttosto trasandato che pasticciava con i soldi e con le buste della spesa. Il volto era noto, ma è difficile riconoscere nella foto che gli ho scattato all’uscita del supermercato uno degli uomini più ricchi e potenti dei favolosi anni Ottanta: Florio Fiorini, già direttore finanziario dell’Eni, poi presidente della Sasea. All’epoca veniva chiamato il “corsaro della finanza” o anche il “lavandaio” perché prendeva aziende vecchie  e stracotte, le ripuliva e le rimetteva sul mercato. Con una certa fortuna, fino a quando non incontrò il cameriere di Orvieto, Giancarlo Parretti. Si unirono e fecero macelli. Prima comprarono insieme la Pathè cinema in Francia. Poi siccome non ce la facevano a restituire il finanziamento ricevuto, Fiorini mandò Parretti in Francia a cercare di venderla. Parretti tornò e invece di vendere Pathè e ripagare 200 miliardi di lire di debiti, si fece dare dal Credit Lyonnaise (nessuno ha mai capito come) 1.800 miliardi di vecchie lire con cui lanciò l’Opa sulla Mgm, la storica major cinematografica americana con il leone ruggente nel marchio. Un’avventura che durò pochissimo: solo qualche mese. Fiorini fece solo il socio. Parretti se la giocò alla grande: cene con Meryl Streep, serate con Sylvester Stallone, foto ricordo con Ronald Reagan, Gianni Agnelli e i potenti della terra. E anche un uso abbondante del cosiddetto divano del produttore… Finì con Parretti inseguito da mandati di cattura americani e Fiorini che saltò in aria con tutto il suo gruppo. Florio si è fatto qualche anno di carcere in Svizzera, poi fu estradato in Italia e ha combattuto con i suoi processi. Si vociferava di un suo tesoretto segreto e nascosto. Ma dalla foto che pubblichiamo sembra più leggenda che altro. E’ il ritratto di un pensionato che non se la passa nemmeno troppo bene…

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