Cerca

Meglio fesso che traditore. La pena del contrappasso per Giulio Tremonti

Non vota la sua legge e fa finire sotto il governo. Il ministro gaffeur ne ha combinata un'altra delle sue

Franco Bechis

Franco Bechis

Torinese classe 1962. E' stato direttore del Tempo, Italia Oggi e Milano Finanza. Attualmente è Vicedirettore di Libero
Meglio fesso che traditore. La pena del contrappasso per Giulio Tremonti

Giulio, lo sbadato di turno. Ma dove avrà la testa Giulio Tremonti? Va all’estero e per sbadataggine loda la Spagna che ha salvato la sua economia facendo dimettere il suo premier. Sostiene di avere fatto una gaffe e non vota il provvedimento da lui scritto sul rendiconto generale dello Stato per il 2010, facendo finire sotto il governo. Si rende conto di avere fatto una gaffe (nella foto sembra dire oh, che sbadato! a un Silvio Berlusconi che vorrebbe incenerirlo dopo il voto). Poi fa filtrare alla Camera e nelle redazioni dei giornali una spiegazione arzigogolata: Tremonti ieri si sarebbe fatto mettere in missione istituzionale dal presidente della Camera, perché aveva altro da fare in ufficio che stare lì a votare. Poi però alla Camera è venuto. E qui le versioni divergono. Una prima sostiene che ritenendosi in missione non ha votato, pensando di non averne diritto (ma dal 1994 fa il parlamentare e sa che non è così). Una seconda è che il traffico di Roma lo avrebbe imbrigliato, causando l’incidente parlamentare perché è arrivato troppo tardi per votare. L’auto del ministro si sarebbe trovata imbottigliata in una piazza in cui non potevano essere utilizzate le sirene, e poi nuovamente imbottigliata in via del Tritone. Insomma, perfino uno come Tremonti preferisce passare per fesso e sfortunato che essere accusato di alto tradimento…

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Waltrawley

    24 Ottobre 2011 - 14:02

    Ecco, se non è Emma Marcegaglia o Gianfranco Fini, tocca a Giulio Tremonti. Mai visto uno schieramento politico che ha sempre bisogno di trovare un nemico al proprio interno per darsi importanza. Salvo naturalmente i regimi dittatoriali. Quello più simile al Pdl era il Pcus russo all'epoca delle purghe

    Report

    Rispondi

blog