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Profumo azzoppato, Bersani tanto per cambiare ha scelto il cavallo sbagliato

Il banchiere Pd accusato di evasione per 269 milioni. E c'è già un'altra accusa da 175 milioni. Lui prova a tirare in ballo Tremonti

Franco Bechis

Franco Bechis

Torinese classe 1962. E' stato direttore del Tempo, Italia Oggi e Milano Finanza. Attualmente è Vicedirettore di Libero
Profumo azzoppato, Bersani tanto per cambiare ha scelto il cavallo sbagliato

I milioni sequestrati dalla procura di Milano sono già tanti, 245. Ma ammontano a quasi il doppio i danni che Alessandro Profumo, il banchiere che il Pd sognava a palazzo Chigi come papa straniero, potrebbe avere causato a Unicredit, la banca che gli ha pagato la liquidazione record di 40 milioni di euro (più due in beneficenza a nome suo). Secondo la relazione semestrale al 30 giugno 2011 di Unicredit ammontano infatti a 444,6 milioni di euro i guai con il fisco che Profumo avrebbe lasciato in eredità alla banca che lui guidava. L’Agenzia delle Entrate aveva contestato un’evasione di 269 milioni di euro legata proprio all’operazione Brontos con la Barclays per cui oggi Profumo è indagato dalla procura di Milano. Ma sempre a lui è contestata una evasione fiscale da 175 milioni di euro per una serie di altre operazioni che avrebbe fatto compiere a Unicredit fra il 2006 e il 2008. Di questi guai Profumo non aveva peraltro fatto partecipi i piccoli azionisti, visto che non vi era cenno nell’ultimo bilancio da lui firmato, quello Unicredit 2009. Eppure quell’anno alla vigilia di Natale (il 16 dicembre) il caso Brontos era scoppiato in consiglio di amministrazione. E Profumo si era difeso sostenendo di avere chiesto un parere nel 2007 a uno degli studi fiscali più quotati: quello Vitale, Picardi e Romagnoli. Un’osservazione assai velenosa, perché dello studio in quel 2007 era tornato a fare parte l’attuale ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. In realtà proprio in quel 2009 era stato lo stesso Picardi ad avanzare dubbi sulla legittimità fiscale delle operazioni di Profumo. Che ora finisce nei guai causando l’ultimo dei problemi al povero Pierluigi Bersani che come spesso gli capita stava cavalcando il cavallo sbagliato…

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Commenti all'articolo

  • Adrianavarela

    25 Ottobre 2011 - 16:04

    Bersani ha un sesto senso: ogni cosa che fa ha profumo di crack! Certo, Berlusconi dopo venti anni è venuto a noia un po' a tutti, ed è normale. Ma finchè l'alternativa è rappresentata da qualche piazzarolo alla Vendola o Di Pietro o da un mediocre amministratore di condominio come il segretario del Pd, avrà lunga vita...

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