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Quando D'Urso in pelliccia arringava i cassintegrati campani: "qui fa freddo come a Gstaad"

Pisicchio (Api) spiega come l'elettorato di centrosinistra sia capace di bersi qualsiasi tipo di candidato

Franco Bechis

Franco Bechis

Torinese classe 1962. E' stato direttore del Tempo, Italia Oggi e Milano Finanza. Attualmente è Vicedirettore di Libero
Quando D'Urso in pelliccia arringava i cassintegrati campani: "qui fa freddo come a Gstaad"
Pino Pisicchio è un  vecchio democristiano che ha attraversato molti partiti in questa seconda Repubblica. E' stato con Clemente Mastella, poi si è fatto eleggere da Antonio Di Pietro, ora sta nell'Api di Francesco Rutelli. Gira molto perchè si sente perennemente fuori posto: "non mi capiscono. Io parlo e qui non capisce nessuno. E non è che parlo difficile, parlo solo di politica. Ma qui dentro nessuno sa fare politica", mi spiegava giovedì mattina alla Camera. Sostenendo però che anche l'elettorato non è così esigente. "Forse quello di centrodestra, quello di centrosinistra è disposto a bersi di tutto...". Pisicchio sorridendo ricorda quando candidarono per l'Ulivo a Napoli il simpatico finanziere dandy Mario D'Urso, uno più abituato agli Agnelli che ai cortei della Cgil: "Durante la campagna elettorale bisognava che facesse un incontro con i cassintegrati di Castellammare di Stabia. Era febbraio ed erano giorni piuttosto freddi. Lui arrivò indossando una pelliccia. Quando iniziò il discorso pensò di fare lo spiritoso, dicendo che lì faceva un freddo che manco a Gstaad quando andava a sciare... A me vennero i sudori freddi. Ai cassintegrati no. D'Urso fu eletto plebiscitariamente, anche con i voti di Rifondazione comunista..."

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