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De Magistris come De Mita: nomina un suo compagno di partito negli enti pubblici, e gli fa aumentare pure lo stipendio

DopScivolata del sindaco di Napoli in stile Prima Repubblica. L'ex pm bravo a scassare il portafoglio dei contribuenti a favore della casta

Franco Bechis

Franco Bechis

Torinese classe 1962. E' stato direttore del Tempo, Italia Oggi e Milano Finanza. Attualmente è Vicedirettore di Libero
De Magistris come De Mita: nomina un suo compagno di partito negli enti pubblici, e gli fa aumentare pure lo stipendio

Luigi De Magistris è sempre più simile a quella vecchia classe politica da cui voleva prendere le distanze. Altro che scassare un sistema: il sindaco di Napoli si sta inserendo ormai a pieno diritto nella più pura scia dei Ciriaco De Mita, dei Paolo Cirino Pomicino e dei Clemente Mastella. L’altra sera De Magistris, ospite di onore di Michele Santoro per Servizio Pubblico, ha pericolosamente balbettato di fronte a una domanda sulle sue prime nomine da sindaco. Gli ho chiesto perché aveva nominato alla guida del mercato ortofrutticolo di Napoli un uomo politico, come Lorenzo Diana, ex senatore Ds e soprattutto da un anno responsabile organizzativo dell’Italia dei Valori, stesso partito del sindaco. De Magistris ha risposto che Diana è un’icona anti-camorra. E non è una risposta. Perché alla guida di una società non serve un’icona anti-camorra, ma uno che sappia fare il suo mestiere. E penso che sia impossibile che in tutta Napoli non ci fosse un uomo onesto e non camorrista che fosse anche tecnicamente preparato per guidare il mercato di Napoli. Se anche non ci fosse stato, l’ultimo da scegliere sarebbe stato comunque un politico di professione, per giunta recentemente trombato alle elezioni regionali. Perché la giustificazione di De Magistris non vale: siccome ogni guaglione è bello a mamma sua, avessimo fatto la stessa domanda a De Mita, Mastella, Pomicino, Bassolino e perfino Gava, avremmo ottenuto la stessa identica risposta data dal sindaco di Napoli. E allora dove è la differenza? De Magistris sembra essere entrato nelle logiche della casta come tutti gli altri. Talmente a  bagno che dopo avere nominato un suo amico, del suo partito, a un incarico pubblico, la prima cosa fatta è stata quella di aumentargli lo stipendio di 10 mila euro l’anno rispetto al predecessore. Cifra non spaventosa, certo: ma gesto simbolico. Qui di scassato tanto per cambiare c’è il portafoglio dei contribuenti, da cui si prende per alimentare la propria cerchia, la propria cricca. Anche la supponenza e l’arroganza con cui il sindaco di Napoli  non ha di fatto risposto alle domande fate in tv da Luisella Costamagna, certifica la linea di continuità di De Magistris con i politici della Prima Repubblica. Gli è stato chiesto perché da eurodeputato era quasi sempre assente, prendendo però lo stipendio che i cittadini sono costretti a pagargli. E perché dopo tante storie sui privilegi della politica, quando è toccato a lui ha chiesto di utilizzare l’immunità parlamentare invece di andare in Tribunale e difendersi in una causa per diffamazione. Ma quanto è già vecchio, stravisto e furbetto questo De Magistris…

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Commenti all'articolo

  • Adrianavarela

    06 Novembre 2011 - 18:06

    Cosa vi aspettavate quando un esponente della casta dei magistrati si trasferisce armi e bagagli nella casta della politica?

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  • Adrianavarela

    06 Novembre 2011 - 00:12

    basta non farsi prendere in giro... la casta attrae tutti. non parlatemi di politici nuovi

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  • Frankmanidiforbice

    05 Novembre 2011 - 18:06

    Povero Giggino, bisogna capirlo: anche lui tiene famiglia. Ho visto la sua domanda da Santoro, e De Magistris ha risposto che non c'entrano nomine di partito, perchè lui ha superato i partiti. Già, mettendo i suoi in tutti i posti pubblici, così li paghiamo noi! Evviva

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