Cerca

Per sospendere Minzo la Lei rischia 350 mila euro all'anno

La legge sui dipendenti pubblici rinviati a giudizio incompatibile con lo stipendio da 650 mila euro del dg e con decine di stipendi Rai

Franco Bechis

Franco Bechis

Torinese classe 1962. E' stato direttore del Tempo, Italia Oggi e Milano Finanza. Attualmente è Vicedirettore di Libero
Per sospendere Minzo la Lei rischia 350 mila euro all'anno
Lunedì il direttore generale della Rai, Lorenza Lei, rischierà di dovere restituire fino a 350 mila euro del suo stipendio annuo per ottenere il via libera del consiglio di amministrazione alla sospensione del direttore generale del Tg1, Augusto Minzolini, rinviato a giudizio per peculato in un'indagine sulle sue note spese. Per convincere il consiglio della sospensione, la Lei farà infatti riferimento alla legge 97 del 2001 che impone il trasferimento di un dipendente della pubblica amministrazione ad altro incarico in caso analogo. Solo pochi mesi fa però la Lei portò in consiglio un parere legale pro veritate per dimostrare che la Rai non faceva parte della pubblica amministrazione. Il parere serviva a vincere le resistenze del consigliere nominato dal Tesoro, Angelo Maria Petroni, ad approvare l'emolumento complessivo del direttore generale Rai: 500 mila euro di stipendio e 150 mila euro di indennità di funzione. Secondo Petroni la norma era invece incompatibile con la circolare Brunetta che stabiliva stipendi massimi di 300 mila euro nella pubblica amministrazione. Può essere che nel frattempo la Lei abbia modificato radicalmente la sua opinione e proprio lunedì si presenterà al cda con un parere legale che dirà l'esatto contrario di quello precedente. Sia Petroni che altri consiglieri di amministrazione (fra loro certo Antonio Verro), solleveranno quindi il fresco precedente, chiedendo l'applicazione del principio "simul stabunt, simul cadent" per la carica di Minzolini e lo stipendio della Lei. Tradotto in pratica: per ottenere la sospensione del direttore del Tg1 la Lei dovrebbe rinunciare a 350 mila euro all'anno, restituire quanto già avuto nell'anno in corso oltre i 300 mila euro e tagliare lo stipendio di tutti i direttori e dirigenti dell'azienda (Minzolini compreso) per la parte superiore ai 300 mila euro lordi annui. Non sarebbe una brutta soluzione. Per dirla alla Paolo Garimberti, un po' di "vento Monti" entrerebbe sicuramente in Rai, facendo ottenere al Tesoro sensibili risparmi in contemporanea alla manovra finanziaria appena varata. Pare che al presidente del Consiglio- che è anche ministro azionista della Rai- una soluzione simile non dispiaccia affatto

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Adrianavarela

    08 Dicembre 2011 - 22:10

    Se sacrificare Minzolini significa finalmente tagliare gli stipendi d'oro della Rai, a iniziare dalla Lei, che lo si faccia subito!

    Report

    Rispondi

blog