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Dimissioni e rimissioni, lo strano giallo di Malinconico

Porte girevoli con la moglie nella società di famiglia fra il 4 e il 7 novembre. Quasi fosse arrivata una soffiata

Franco Bechis

Franco Bechis

Torinese classe 1962. E' stato direttore del Tempo, Italia Oggi e Milano Finanza. Attualmente è Vicedirettore di Libero
Dimissioni e rimissioni, lo strano giallo di Malinconico
Carlo Malinconico, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri di Mario Monti finito nell’occhio del ciclone per le vacanze a sbafo della cricca degli appalti pubblici fra il 2007 e il 2008, deve avere saputo del suo approdo al governo quando nessuno ancora lo immaginava. C’è un piccolo giallo a dimostrarlo, accaduto ai primi di novembre. Il 4 di novembre, pochi giorni prima di essere nominato dal governo, Malinconico è tornato alla guida della sua società di consulenza, la Malinconico e associati srl, sostituendo l’amministratore unico Grazia Graziani che aveva assunto l’incarico solo pochi mesi prima: il 25 marzo 2011. Tre giorni dopo, il 7 di novembre, si tiene una seconda assemblea della Malinconico e associati srl con lo stesso ordine del giorno del 4 novembre: “rinnovo dell’organo amministrativo”. Un po’ grottescamente il verbale di assemblea così recita: “L’assemblea all’unanimità ringrazia il professore Carlo Malinconico per l’opera fin qui svolta e sollevandolo da ogni responsabilità per l’operato fino alla data odierna  delibera di nominare amministratore unico della società la signora Grazia Graziani”. Certo tre giorni di amministrazione sono piuttosto inconsueti. E la Graziani è la moglie di Malinconico: tutto è avvenuto in famiglia. Ma perché quella girandola di cambi? Naturale se all’improvviso Malinconico fosse stato chiamato al governo, ma il 7 novembre c’era ancora Silvio Berlusconi a palazzo Chigi. O tutto si sapeva già da tempo, o qualcosa è accaduto in famiglia…

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Commenti all'articolo

  • gian60

    11 Gennaio 2012 - 00:12

    Presidente, non sò se la notizia è vera (leggi qui giornalista Pansa) ma se lo fosse: l'amore è cieco e sono felice per Lei se è innamorato, ma la "promessa" ha l'età di una Sua possibile nipote! Non avverte un senso di naturale . . . imbarazzo o non lo ammette? Comunque (e solo per la Sua vita privata, non quella politica): auguri!!

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  • gian60

    11 Gennaio 2012 - 00:12

    PregoLa girare ogni onere, relativo a questa condanna, a PERSONE conosciute e responsabili sfascio, non a solito generico "pantalone" italico. Cortesemente e pubblicamente riferisca esiti. Firmato: Povero diavolo prosciugato che votava

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  • gian60

    11 Gennaio 2012 - 00:12

    W l'Italia! (nota per i sinistri: dico "Italia", non paese). UUhhhhh che paura! Sarò giudicato uno spregevole individuo fascista? Senz'altro, perchè nel "paese" o si è di sinistra o fascista. Per la gente che usa la propria testa, che non è beonescamente schierata e che chiama pane il pane e vino il vino, non c'è posto. Non importa. Con rispetto per TUTTI e TUTTO: W l'Italia ! ! !

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  • gian60

    10 Gennaio 2012 - 23:11

    Dal Suo articolo: "Ma se la notizia offerta al pubblico non esiste, che cosa rimane del giornalismo?" E' ovvio, nulla oppure la dobbiamo pensare come Andreotti : a pensar male spesso ci s'indovina. Daltr'onde 30 e più anni di "bassa politica" qualcosa ci avrà insegnato! Al giornalista dovrebbe essere riservato il famoso trattamento c.n.c. (calcio nel c...). Semplice! E così, semplicemente, dovrebbe essere per il resto. Ma qui sorgono i "ma". Se questi è ammanicato nell'apparato ovvero l'ordine, sindacati, potentati e non ultima "tiene famiglia" è una operazione improba. In Italia. All'estero, sebbene in qualche maniera "tutto il mondo è paese", ho l'impressione che le cose vadano in maniera diversa. La meritocrazia è in qualche modo vincente e non si può vivere barando all'infinito. Per concludere, sono d'accordissimo con Lei quando sostiene che siamo "una forte minoranza di autolesionisti che non vogliono essere salvati". Ma occhio al salvatore: che non sia un annegatore!!

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