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Il Senato vuole dare un'altra testata a Materazzi

Il calciatore dell'Inter querelò un senatore juventino. Che ha perso in tribunale e ora invoca l'immunità

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Il Senato vuole dare un'altra testata a Materazzi
Marco Materazzi aveva fatto un goal che poteva valere 10 mila euro tondi tondi. Vero che per uno abituato a guadagnare milioni da giocatore, 10 mila euro possono sembrare una bazzecola. Ma il calciatore che provocò la testata di Zinedine Zidane regalando all’Italia i mondiali del 2006 è di fatto disoccupato dal giugno scorso, quando si è fatto svincolare dall’Inter, e anche quella sommetta poteva fare comodo. Tanto più che il goal  Materazzi l’ha segnato decisamente in trasferta: davanti al tribunale di Roma dove il calciatore aveva portato un ex senatore di An, lo juventino Roberto Salerno, denunciato per diffamazione a mezzo stampa. La testata alla Zidane l’aveva infatti tirata proprio l’uomo politico nel 2005, al termine di una partita Inter-Juve in cui a Materazzi era scappato un fallaccio che a momenti azzoppava Zlatan Ibrahimovic, all’epoca bianconero. Fallo robusto, ma non da espulsione, tanto è che l’arbitro si era limitato al cartellino giallo. A fine partita però il tifosissimo Salerno volle commentare all’Ansa la partita. E andò giù pesante: “Il comportamento di Materazzi istiga la violenza, è paragonabile a quello di un delinquente comune che non è in alcun modo sanzionato dai direttori di gara”. Giù contumelie anche nei confronti dell’arbitro. Il difensore interista non ha voluto prendersi del “delinquente” gratis, e ha querelato. Al processo è pure saltato fuori che Ibrahimovic aveva perfino abbracciato negli spogliatoi il difensore un po’ rude, non prendendosela più di tanto per il fallaccio. Così l’ex senatore Salerno è stato condannato per diffamazione e il giudice-arbitro in tribunale è stato più che severo: due mesi di reclusione, pagamento delle spese processuali e risarcimento civile da liquidarsi in separata sede. La richiesta base era di 10 mila euro di provvisionale, che è stata però rimandata alla causa di merito. Certo, c’era ancora l’appello. Ma per quanto esperto di barricate difensive, Materazzi non avrebbe mai immaginato il catenaccio ideato dall’avversario. Salerno si è appellato al parlamento, invocando l’immmunità delle opinioni espresse nel 2005, quando era ancora parlamentare. Così in Senato è arrivata la richiesta di autorizzazione a procedere, e lì si rifarà il processo (questa volta politico) da capo. Con il rischio di andare di fronte alla Corte Costituzionale. Che partita!

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Commenti all'articolo

  • Frankmanidiforbice

    19 Gennaio 2012 - 15:03

    Materazzi farà pure parte della casta. Ma è un cittadino come tutti gli altri, si è preso del delinquente gratis e giustamente ha querelato e vinto. Se il Senato copre tutto con l'immunità, è uno scandalo!

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  • Adrianavarela

    17 Gennaio 2012 - 11:11

    Bello scontro fra due caste. buttando via un fracco di soldi per una vicenda da bar sport. ma non potevano risolverla con un match a braccio di ferro? o con una partita a calciobalilla?

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Franco Bechis

Franco Bechis

Torinese classe 1962. E' stato direttore del Tempo, Italia Oggi e Milano Finanza. Attualmente è Vicedirettore di Libero

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