Cerca

Terzi, il confidente degli Usa spodestato da D'Alema

Sorpresa da Wikileaks: l'attuale ministro era nel cuore degli americani. Che gli preferirono Baffino

Franco Bechis

Franco Bechis

Torinese classe 1962. E' stato direttore del Tempo, Italia Oggi e Milano Finanza. Attualmente è Vicedirettore di Libero
Terzi, il confidente degli Usa spodestato da D'Alema
Chi è l'uomo politico italiano più citato nei famosi cable di Wikileaks? Semplice. Giulio Terzi di Sant'Agata, attuale ministro degli Esteri. A leggere i documenti messi in rete da Julian Assange, Terzi è sempre stato il referente fondamentale della diplomazia americana. Prezioso come l'oro soprattutto durante i rapporti un po' turbolenti con il governo di Romano Prodi fra il 2006 e il 2008. Fu allora che Terzi, alla guida della diplomazia italiana al ministero, divenne per gli americani "Mr. Ci provo", nel senso che loro gli chiedevano l'impossibile e lui ogni volta diceva: "E' difficile con questi qui, ma ci provo". Così è stato per ogni questione politica delicata, dalle scelte sull'Iraq ai rapporti un po' pericolosi con l'Iran, in cui terzi prese le difese strenuamente davanti agli amici americani di Edison, a cui si contestavano alcune commesse pericolose. Ironia della sorte, il manager difeso dall'attuale ministro degli Esteri si chiamava Nicola Monti. La stella di Terzi però si spense un po' quando gli americani presero grazie a Condoleeza Rice una vera e epropria cotta per il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema.  Tanto che in un cable fra Roma e Washington dal titolo "D'Alema Maximus", il leader Pd venne descritto cos^. "D'Alema sta emergendo come il più significativo e dinamico componente del governo Prodi, e sembra volere lasciare la sua impronta decisa sulla politica estera italiana, sul governo italiano e sull'Italia stessa".  Di più: "l'ambzione del ministro degli Esteri e il suo cume politico hanno- certo non a sorpresa- scatenato la speculazione su un possibile suo ritorno alla guida dle governo al posto di Prodi". Lodi e carezze a baffino sono costate così un po' di ombra per il povero Terzi di Sant'Agata. Perchè gli americani da qual momento in poi hanno preferito trattare direttamente con D'Alema, definito perfino un "instancabile viaggiatore".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Martina Rovati

    19 Marzo 2012 - 12:12

    Quello che piu interessa sapere e' quali favori ha fatto agli Usa il nostro ministro degli Esteri. Magari vantiamo un credito che sarebbe da riscuotere...

    Report

    Rispondi

  • fantapolitik10

    18 Marzo 2012 - 15:03

    brava continua così!

    Report

    Rispondi

  • fantapolitik10

    18 Marzo 2012 - 15:03

    il ministro degli esteri è grande! infatti ha realizzato un grande successo in india,in libia,in usa,in europa.ma in italia quanti lo conoscono?i suoi successi?forse solo morti.

    Report

    Rispondi