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Famolo Strano. Il finiano che mangiò la mortadella alla caduta di Prodi fa lo show bis con Monti

Il governo non lo ascolta mentre parla, e lui implora almeno una cataratta puntata sulla sua grande oratoria

Franco Bechis

Franco Bechis

Torinese classe 1962. E' stato direttore del Tempo, Italia Oggi e Milano Finanza. Attualmente è Vicedirettore di Libero
Famolo Strano. Il finiano che mangiò la mortadella alla caduta di Prodi fa lo show bis con Monti
Vi ricordate quel deputato di An che quando cadde il governo di Romano Prodi nel 2008 mise in piedi una festa d'aula divorandosi una fetta di mortadella? Si chiamava Nino Strano, eletto a Catania. A palazzo Madama è tornato con il Pdl, e siccome non se lo infischiava nessuno, deve essersi detto: "rifamolo strano", ed è stato protagonista della scissione di Fli con Gianfranco Fini. Anche in quel caso però i vip erano altri e il povero Strano non se lo filava nessuno. Lui è stato buono, buonino nell'ombra. Quando però l'altro giorno ha preso la parola in Senato per un discorso epocale sulle accise della benzina e ha visto che per la seconda volta in pochi giorni un rappresentante del governo di Mario Monti manco lo ascoltava, Fàmolo Strano ha perso proprio la pazienza. E si è lasciato andare a un siparietto oratorio da premio Oscar per il migliore attore non protagonista. "Signor Presidente", ha esordito Strano, " vorrei chiedere ai rappresentanti del Governo, per il futuro, non certo per me, Carneade e ultimo fra i tanti, di poter dedicare attenzione anche fintamente, a chi interviene. E` un fatto che rimarco per la seconda volta in breve tempo. Non che debbano essere costretti ad ascoltare le povere parole un po’ folli che spesso provengono dalla mia intelligenza, ma sarebbe un fatto di garbo, che molti mi accusano di non avere avuto in alcuni momenti della mia vita, e di questo mi sono scusato. Ripropongo dunque nuovamente, da persona mediamente educata, che sarebbe gentile da parte del Governo intrattenere un rapporto anche visivo con l’oratore. Basterebbe anche uno sguardo spento, occultato da un cataratta, da un velo, da un’ombra; anche con le orecchie otturate sarebbe carino che il Governo prestasse attenzione a chi, Carneade, parla". Il colpevole in questo caso era il sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo. Poi però Strano si è ricordato della disciplina di partito ed è subito rientrato nei ranghi: "Le mie sono ovviamente farneticazioni che mi permetto di rivolgere alla Presidenza e al Governo da sostenitore del Governo, quale sono"...

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Commenti all'articolo

  • Martina Rovati

    22 Marzo 2012 - 17:05

    sarà pittoresco, ma non ha torto. Non devono fare un granchè questi tecnici. Manco si sono dovuti impegnare in una campagna elettorale. Almeno stiano attenti quando si parla, no?

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