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Quel che resta del Pd

primarie e non solo

Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
Quel che resta del Pd

Cancellare le primarie non significa cancellare il Partito democratico, dicono Bersani e i suoi. Vero. 

Poi ripensi a tutte le cose che in questi due anni di vita del Pd sono state pian piano cancellate. Per progressiva riduzione e/o aggiustamento. Senza, per carità, che questo significasse cancellare il Pd, dicevano. L’idea del partito liquido, la centralità degli elettori, la vocazione (ambizione) maggioritaria, il "no" alle ammucchiate elettorali, l'alleanza coi Democratici e non coi Socialisti europei, il Loft, i gazebo, una certa idea di sicurezza per cui tra la vecchietta scippata e l’immigrato che delinque, sto con la vecchietta, una certa idea di riforma fiscale, per cui non è vero che bisogna pagare tutti per pagare meno, ma pagare meno e pagare tutti, il nome della Festa estiva che si chiamava Democratica, il nome delle strutture del partito, coordinamento e non federazione (com'era nel Pci-Pds-Ds), lo sganciamento dalla Cgil, l’archiviazione di tutto il simbolismo ideale, lessicale, evocativo del Pci-Pds-Ds, il patto tra produttori e lavoratori, un Pantheon oltre i confini della tradizione comunista, il termine "democratico" al posto di "sinistra", il verde al posto del rosso. 

Tutto eliminato. Poi, per carità, il Pd c’è, esiste, il suo simbolo comparirà nella scheda elettorale, la sede è la stessa, molto dirigenti sono gli stessi. Ma, ti chiedi, cosa è rimasto del Pd? 

 

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Commenti all'articolo

  • mo1ca2

    10 Gennaio 2011 - 19:07

    io penso che il pd sia finito- Invece di stare abbarbicati alle poltrone, dovrebbero dare la possibilità di creare un vero polo antagonista- ci sn 2 persone idonee e perbene: VENDOLA E RENZI - ma se il vecchiume rimane ancorato all'antiberlusconismmo - tranquillo SILVIO nn ti sposta + nessuno- PER FORTUNA CHE SIlVIO C'E'

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  • bluangel

    10 Gennaio 2011 - 00:12

    Un'armata brancaleone, sgangherata, senza un programma politico serio ed in febbrile ricerca di alleati, non importa di quale colore, col solo scopo di fare fuori Berlusconi. Tante teste pensanti che combattono tra di loro una guerra, per ora celata con dichiarazioni di comodo per non perdere credibilità agli occhi dell'elettorato, ma che presto, come un bomba esploderà, ed allora si conteranno (politicamente) i morti e i sopravissuti.

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  • capitanuncino

    09 Gennaio 2011 - 20:08

    Il comunismo si sta disperdendo in mille partitini litigiosi,boriosi,in perenne lotta tra di loro e senza piu' un leader degno di tale nome.Come ho letto piu' sopra il comunismo ha inizito a morire non solo quando i festival dell'Unità sono stati abrogati...ma,ha iniziato la sua VERA lunga e lenta agonia quando Bertinotti,dopo la drammatica e convulsa notte del 13 Aprile 2008,esclamdo a caldo durante un'intervista:'"Uomini come me hanno fatto il loro tempo"....Contrariamente alla mia innata indole anticomunista,un pensiero va all'onore di quest'uomo.Lui lo ha capito..e si è ritirato.Inutile insistere,bERTINOTTIha dato la dimostrazione pratica che nonostante le cure perpetrate alla sua rianimazione purtroppo allo stato attuale non da segni ne di miglioramento ne di ripresa,sia pur minima.Gli altri,diversamente continuano imperterriti a non volerlo capire.Il che attesta che la differenza di vedute è enorme.

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  • Bobirons

    08 Gennaio 2011 - 21:09

    Il Pd, discendente di quei partiti che con altri nomi condividevano il sogno imperiale ed imperialista di un assoggettamento ad una strana forma di democrazia chiamata dittatura del proletariato, sta subendo le nemesi delle monarchie ed imperi che spegnendosi per estinzione della base ideologica che li sosteneva, lasciano il campo ad un più ragionevole concetto di comunanza umana e sociale che, se vista da sinistra, ha dimesioni sovranazionali che neppure la UE riesce a far stare in piedi, mentre se vista da destra ha il concetto di identità storica e culturale di una nazione, formando un nucleo ben distinto in atto di cooperare, con pari dignità, ad altri gruppi simili ma con basi differenti. La grande utopia marxista ha illuso molti, ha procurato danni immensi all'umanità ed ora giunge anche in Italia alla fine dei suoi giorni. Ponti d'oro e riposi in pace, se può.

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