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Le firme

crisi di governo

Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
Le firme

Pier Luigi Bersani ha annunciato che il Pd è pronto a raccogliere dieci milioni (dico dieci milioni) di firme per chiedere a Silvio Berlusconi di dimettersi. 

Allora: premesso che Silvio Berlusconi non si è dimesso quando l’hanno accusato di truffare i bilanci di Mediaset, quando è stato accusato di corrompere i giudici, quando un pentito ha giurato che lui è il mandante di due o tre stragette di mafia. E tralasciamo il resto dei reati che gli hanno attribuito in questi sedici anni. Ma a parte le aule dei Tribunali: non si è dimesso quando l’ha mollato Casini. Ha fatto una grassa risata quando se n’è andato Fini. E’ rimasto al suo posto quando sua moglie, dico sua moglie, ha messo nero su bianco che è malato e lo ha paragonato a un <Drago> a  cui <si offrono le vergini>. E lui, niente. Ora, dico: perché mai, di grazia, dovrebbe dimettersi perché al popolo democratico non va che frequenti tal Ruby, la quale smentisce fermamente di essere stata toccata con un dito dal presunto <Drago> e che, anzi, lo dipinge come un benefattore delle fanciulle oppresse e sfortunate?

Niente. Bersani insiste: raccoglieremo dieci milioni (dieci!) di firme. E lui getterà la spugna.

Uno legge. Rilegge. Ma non l’avevamo già sentita, questa? In effetti, sì. L’idea non è nuovissima. Era il 2008, il Partito democratico era nato da poco e aveva appena perso le elezioni. Il segretario era Walter Veltroni. Per risollevare gli umori dopo la sconfitta, si decise di fare una grande manifestazione: il 25 ottobre al Circo Massimo. Insieme, si propose di lanciare una grande raccolta di firme. Il titolo è rimasto negli annali (e negli scatoloni di moduli intonsi rimasti in qualche sottoscala al Nazareno): “Salva l’Italia”. 

Anche allora si era partiti con un obiettivo ambizioso: 5 milioni di firme. La metà di ora. E Il Pd viaggiava sul 30%, aveva ancora il vento in poppa. In agosto, l’ufficio stampa del Pd giurava che si era raccolto un milione di firme. Ai primi del mese, sul sito, si contavano 16mila firme. On-line. Il pullman verde che Veltroni aveva usato in campagna elettorale girò nei mesi successivi su e giù per l’Italia in cerca delle firme che avrebbero salvato l'Italia. Poi ci fu la manifestazione al Circo Massimo. E delle firme, nessuna traccia. Nel partito, intanto, molti dirigenti, tra cui Antonio Bassolino, Sergio Chiamparino e Massimo Cacciari, si rifiutarano di firmare. Da allora, non si seppe più nulla. Le firme non si sa che fine hanno fatto. Perlomeno gli italiani non se ne ricordano. Ovviamente, nemmeno a dirlo, l’Italia non si è salvata e Berlusconi è rimasto al suo posto. Tranquillo e in ottima salute. Vogliamo rifarci del male? 

 

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Commenti all'articolo

  • NORAX

    26 Gennaio 2011 - 18:06

    Il segretario Pd Bersani comunica che per l'eccitazione, nel vedere tante belle figliuole animare lo scontro politico, si è sbagliato. Ha detto "firmeranno in 10 milioni", ma voleva dire 10 minchioni. Nella direzione del partito hanno tirato un sospiro di sollievo, con un pò d'impegno è una sfida che possono vincere.

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  • aitua

    25 Gennaio 2011 - 18:06

    Come fidarsi e definire Onorevoli una siffatta masnada di carogne. Prendersela così, proprio col povero Ministro Bondi. L'immagine specchiata della bontà, della mitezza, dell'educazione. L'uomo col quale chiunque vorrebbe sempre confrontarsi e dialogare. Ah tempora, ah mores! Correggo la prima definizione, questi non sono carogne, sono già vermi.

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  • il__mago

    25 Gennaio 2011 - 18:06

    Buongiorno. Ciò che sta accadendo in questi giorni è assolutamente inammissibile. Ma uno dei motivi per cui accade liberamente sta anche nell'immobilismo del popolo anticomunista. Chiedo che qualcuno che ne ha i mezzi si faccia promotore di una raccolta di firme nella sola Lombardia (territorio competente) per sfiduciare la procura di Milano, e ne spedisca poi gli esiti a: presidenza del senato presidenza della repubblica consiglio superiore della magistratura Il testo potrebbe essere il seguente: “In qualità di cittadino lombardo voglio segnalare la mia totale sfiducia nella procura di Milano. In un'epoca di crisi la sperpero di danaro pubblico perpetrato dalla procura in intercettazioni è del tutto inammissibile. Ma ancora più grave è il fatto che in una città dilaniata dal crimine l'unica attività svolta da questa procura sia quella di spionaggio di figure di governo. Chiedo pertanto che tutti i magistrati che compongono la procura vengano al più presto rimossi.” La raccolta di firme può essere fatta attraverso testate giornalistiche e attraverso banchetti sul territorio. Vi prego non sediamoci, non concediamo alla magistratura il secondo colpo di stato in 20 anni.

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  • urugallo

    24 Gennaio 2011 - 18:06

    X Morris68- Morris...ricordati dei centri sociali...Lì devi andare a far firmare. Intanto che sei lì, fatti uno spinello..che ti disappanna il cervello. Ricordati la barzelletta/verità..La sinistra è sull'orlo del baratro; e grazie a Bersanov con le firme abbiamo fatto un passo in avanti..

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