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Sfiducia? Macchè, scherzavamo... E Napoli brucia.

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Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
Sfiducia? Macchè, scherzavamo... E Napoli brucia.

Oggi alla Camera dei deputati si è discussa la mozione di sfiducia a Sandro Bondi. Intanto non si è ben capito a cosa servisse, visto che tutti avevano ben chiaro che sarebbe finita come è finita. I miei amici democratici sembravano passanti capitati lì per caso. <Cosa? Bondi chi? Ah, la mozione di sfiducia… Macché, è una robetta così. Mica ci puntiamo, dai>. Tanta era la voglia di premere il grilletto della pistola scarica, che il problema vero è stato il seguente: chi parla in Aula? All’inizio doveva intervenire Walter Veltroni. E’ stato ministro della Cultura, indimenticabile direttore dell’Unità che distribuì le videocassette portando i film d'autore nelle case di tutti (i bilanci del quotidiano fondato da Gramsci non si sono mai più ripresi). Ma, sorpresa, Veltroni si sfila. <Io? E che c’entro?>. La patata bollente passa a Dario Franceschini, capogruppo. <Grazie, amici. Ma oggi non me la sento proprio...>. Gira che ti rigira, hanno mandato avanti il povero Michele Ventura, vicecapogruppo. E dalemiano di ferro. Al quale è toccato difendere, in un colpo solo, Veltroni, Rutelli e Melandri, tirati in ballo da Bondi rispettivamente come sindaci di Roma e ministri della Cultura (Rutelli per entrambi i ruoli). Ventura ha svolto il suo compitino con dignità. Tenendo presente la raccomandazione che gli era arrivata dai sommi vertici: <Miché, mi raccomando. Vola basso, eh. Che tanto qui non  c’è trippa per gatti…>.   

Nel caos generale si aggirava Bersani. Angosciato, più che per Bondi, per il casino che è scoppiato a Napoli dopo le primarie aperte a cinesi e camorristi. Il colpo di grazia è arrivato da Roberto Saviano che su Repubblica Tv (ma guarda caso) si è detto scandalizzato per quanto accaduto a Napoli e ha intimato al Pd di rifare le primarie. Bersani ha deciso di annullare l’assemblea nazionale che era prevista per venerdì e sabato proprio a Napoli. E pare si voglia azzerare anche il risultato delle primarie, indicando come candidato Raffaele Cantone, il magistrato. 
 
Ci sono giorni in cui uno, a sera, dice: almeno è finita. Ecco, ieri, per il Pd è stata una di quelle giornate. 

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Commenti all'articolo

  • curcal

    27 Gennaio 2011 - 22:10

    Ritorni sereno ad espletare il suo mandato. Non hanno avuto il coraggio di fucilarlo innocente. L'obiettivo al solito è un altro.

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  • NORAX

    27 Gennaio 2011 - 13:01

    C'è ancora qualcuno che si stupisce del perché Berlusconi nonostante la guerra mediatica mossagli contro non perda consensi? Credo proprio di no. Il Pd non ha fatto altro che dipingere il Pdl come un partito senza discussione interna, condotto con fare padronale, gestito localmente da figuri discutibili, oggi si trova a gestire lo scandalo primarie a Napoli. Bella figura! Che fantastica prova di dialettica interna! Che straordinari leader onesti e carismatici! Avevano talmente paura di prendere un altro schiaffo da Vendola, che oltre a coinvolgere cinesi e camorristi, fra un pò riesumavano le salme dei parenti morti per farli votare... Le primarie (per giunta truccate) sono il frutto dell'inconsistenza politica del Pd, l'unico partito italiano senza un leader. Badate c'é poco da rallegrarsi perché la magistratura golpista sale in cattedra proprio per questo motivo, si sostituisce politicamente all'opposizione ma non con le armi della politica, bensì con l'abuso del potere giudiziario.

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