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Il limbo dei catto-dem

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Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
Il limbo dei catto-dem

<Sai qual è la verità? Fanno di tutto per cacciarci. Ma non per questioni etiche o ideologiche. Per un numerino: 100. Alle prossime elezioni il Pd eleggerà cento parlamentari in meno, lo sanno tutti. Quindi, meno gente da sistemare c’è, meglio è>. Così, alcuni giorni fa, si è sfogato con me un cattolico del Pd. Uno di quelli regolarmente citati tra quelli pronti ad andarsene. Quelli, come si scrive sui giornali, “con la valigia in mano”.

Oddio. Non sarebbe il primo. Dei 21 parlamentari che in questa legislatura hanno lasciato il Pd, i tre quarti appartenevano alla categoria. Ma in realtà molti di quelli nominati in questi giorni non hanno alcuna intenzione di andarsene. Per ora, almeno. Alcuni perché non sono convinti del terzo polo. Lasciare una casa diroccata per una che si è fermata alle fondamenta, non è il massimo. Altri perché, pur volendo andare altrove, non sanno dove. Casini ha promesso a Bersani di chiudere, per un po’, l’ufficio accoglienza profughi Pd.  Anche perché quelli dell’Udc cominciano a innervosirsi. I posti sono quelli che sono. Non è che possono prendere tutti. Tra l'altro i più recalcitranti sono gli ex Pd passati nell’Udc (gli ex sono i peggiori, niente da fare).  E così i catto-dem “con la valigia in mano” si trovano in un limbo: nel Pd soffrono, ma nel terzo polo non si sbracciano per averli e più giurano di voler restare nel Pd, più, nel Pd, c'è chi spinge per mandarli fuori. Per la ragione di cui sopra. Come diceva Arbore, meno siamo, meglio stiamo (e in più ci salviamo).

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Commenti all'articolo

  • Odescalchi

    02 Marzo 2011 - 12:12

    Ho assistito con raccapriccio allo show individuale dei partecipanti (non tutti), sia Da Vespa, sia in Matrix ieri sera. Montaggi e rimontaggi delle medesime immagini, ipotesi opinabili, qualcuna fantasiosa, dalle immagini sul terreno e qualche testimonianza emerge la buonafede e la non preparazione tecnica di chi ammirevole volontario le ricerche ha compiuto. La zona ha pessima reputazione, nesuno ci ha pensato? Inorridito alla vista di genitori che hanno portato bambini piccolissimi a deporre fiori sul luogo. Incoscenza? Immaturità o altre più profonde motivazioni compresa quella di apparire. Riflettevo sulla Sim e batteria trovate, insieme alle chiavi di casa e a un Ipod nelle tasche del giubbotto. Secondo gli inquirenti, chi l'ha uccisa ha pensato di togliere sim e batteria dal cellulare, metterle in tasca alla vittima ec.? E se fosse una sim prepagata da 10 € che Yara si portava appresso di "riserva",così come la batteria, giusto perchè "non si sà mai". ? Speriamo!

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