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Anche sulla Libia Tonino docet

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Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
Anche sulla Libia Tonino docet
Ci risiamo. Anche sulla Libia, il problema del Partito democratico è Antonio Di Pietro. Come su tutto il resto, vorremmo dire. Era già successo con i referendum.  Non è un mistero che Bersani, inizialmente, fosse piuttosto scettico. Ma se Tonino li cavalca, come fai a fregartene.  E allora sosteniamoli pure. Anche se quello sull’acqua abroga una norma approvata da un governo di centrosinistra. Anche se quello sul legittimo impedimento, secondo molti democratici, è perfettamente inutile perché la Corte costituzionale ha già bocciato l’odiata norma ad personam  di Silvio.
Lo stesso gioco si sta ripetendo con la missione in Libia. Giorgio Napolitano era stato molto chiaro: l’uso delle bombe da parte dei nostri aerei è il <naturale sviluppo> della risoluzione dell’Onu, già votata dal Parlamento. Dunque non occorre un altro voto. Ma se Di Pietro presenta una mozione, come fai a non presentarne una anche tu? Ma se Vendola urla contro le bombe, come fai a dire che sono giuste? <Siamo appesi a Di Pietro>, ammetteva, sconsolato, un democratico in Transatlantico. A Di Pietro e a Vendola. E poi ci si meraviglia se a Napoli Luigi De Magistris rischia di arrivare al ballottaggio o se alle primarie vincono i candidati di Sel.

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Commenti all'articolo

  • alex333al

    28 Aprile 2011 - 22:10

    sono fatti l'uno per l'altro, insieme sfogliano le margheritine per le mosse in parlamento

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  • Odescalchi

    28 Aprile 2011 - 18:06

    Ma ve la vedete la "Coppietta", andare in Francia a corte dal Neo-Napoleonico Sarko, e a cena con la profumata elegante madame, a negoziare per la libia?? Mandiamo solo di Pietro, (sussurrano che a Bersani piaccia solo il lambrusco). con la sua acuta diplomazia e senso di potenza, sarà messo cortesemente alla porta per tornare a casa in autostop. Sempre che qualcuno gli dia un passaggio. Buon viaggio

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  • Odescalchi

    28 Aprile 2011 - 18:06

    Per piacere! Qualche sapiente soddisfi la mia profonda ignoranza storica e non e mi racconti, documentato quando mai italiani e francesi si amarono. Quale popolo ha mai amato i conquistatori? Forse che i Galli amarono Cesare? o Noi Napoleone & company. Siamo diversi per cultura e radici, per cucina e vini, per amori e passioni. Amore è una cosa seria! Francia dominò, e Francia ci domina ancora, ci tiene per le palle dell'energia e del debito (nostro), e dei soldi (Banche). Avrei preferito gli Austriaci, purtroppo non ci vogliono più.Il popolo sapiente diceva "Con Francia o Spagna purchè se magna". Ancora oggi è così. ci sono matrimoni d'amore e d'interesse. Con la Francia è peggio: interesse e rapporto dominante, noi maso, loro sado. Facciamo la guerra con il formaggio le salse ed i vini, tra un po' passeremo alle torte in faccia.!! I letti francesi sono stretti e molli, i cuscini a rotolo sono scomodi. Hanno inventato ovvero dato un nome e commercializzato il "Bidet" ( French Toilet), ed il "French kiss", insieme al "Mal Francese" ed altre amenità Veneree. Come possiamo amarci? Totò docet. Sorrisi per tutti quelli che ci credono.

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