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Chi si accontenta, gode

case e libia

Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
Chi si accontenta, gode
Non mi è mai piaciuto il proverbio che dice: chi si accontenta,  gode. Però ricordarselo ogni tanto evita gastriti, coliti o semplice amarezza.  La lezione arriva dal grande Massimo Calearo, ex Pd, ex Api, ora Responsabile. Lo incontro in Transatlantico. <Allora>, gli faccio, con simpatica perfidia, <ancora niente rimpasto?>. Lui, ostentando il sorriso: <Mi sono comprato una macchina e una casa, l’azienda va bene. Chissenefrega del rimpasto>.  E mi mostra fiero la sua cravatta blu. <Ho detto ai leghisti: questa voi ve la scordate>. E indica uno stemma dorato sulla cravatta. <E’ il simbolo del Regno delle due Sicilie>.  Notazione, quest'ultima, che non c’entra con il resto. Ma proprio questo conferma l’assunto iniziale.
Un altro che sa vivere è Daniele Marantelli, Pd fieramente varesotto. Dopo la vicenda delle Iene, si è ripreso. Mi racconta che l’altro giorno un giornalista l’ha chiamato per chiedergli un commento sullo strappo PdL Lega. <Io gli ho detto: vedrai che vincerà il doroteismo e si metteranno d’accordo. Visto? Ci avevo preso>, conclude tutto contento.  
Per il resto, in Transatlantico, oggi, si faceva un gran parlare di mutui (Libia? What?). Approfittando dei tassi bassi e del mercato immobiliare congelato (a Roma non si abbassa, al massimo si congela), molti deputati si stanno comprando casa, contraendo mutui  colossali (beati loro che possono). E, come tutti, sono di fronte al dilemma: variabile o fisso, 20 o 30 anni?  Francesco Boccia ha fatto un fisso. Sandro Gozi un variabile. Alberto Losacco variabile. I prossimi giorni vi aggiorno sul resto dei mutui.

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Commenti all'articolo

  • gianto65

    06 Maggio 2011 - 04:04

    Se uno e' indispensabile per la sua azienda,non ha tempo d'impegnarsi in politica,vedi Diego della Valle,invece credo che la famiglia Calearo sia ben felice di tenere distaccato il povero Massimo dalla gestione dell'azienda prima relegandolo alla confindustria e dopo in politica.Ve lo dice uno che e' vicentino come lui.

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