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Cosa c'è dietro la svolta di Tonino

antonio di pietro

Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
Cosa c'è dietro la svolta di Tonino
Ma che fine ha fatto il Tonino che digrigna i denti a favore delle telecamere, quello che, schiumoso di rabbia, si dimena sulla sedia di Santoro, il Tonino che dà al Cav del piduista, mafioso, delinquente abituale, coniglio o quell'altro che un giorno sì e l'altro pure le canta a Giorgio Napolitano? Spariti. Finiti. Ora Antonio Di Pietro non chiede le dimissioni, è per una politica non urlata, manda segnali distensivi e talmente di moderato buon senso da far ingelosire Casini.
La svolta è cominciata alcuni giorni prima dei referendum, quando Bersani e Vendola intravedevano aria di spallata. «Non è una battaglia contro il governo o a favore dell’opposizione, ma per il futuro del Paese», disse un insolito Antonio Di Pietro. Lui, il più feroce degli antiberlusconiani, invitava a non considerare il voto una scelta pro o contro il Cavaliere. Poi, a urne chiuse, altra uscita inattesa: «Chiedere  le dimissioni dell’esecutivo sulla base del risultato del referendum è una strumentalizzazione». Infine, ieri. Mentre il Pd non escludeva di presentare una mozione di sfiducia, l’ex pm faceva sapere che l’Idv non presenterà un bel nulla. «Una cosa è la maggioranza reale nel Paese, un’altra è la maggioranza ricattata che siede in Parlamento». Ci sono troppi «Giuda» perché vada a buon fine. E anche il Pd, alla fine, l’ha seguito: niente mozione di sfiducia. Mentre in un’intervista a Repubblica ha richiamato il segretario del Pd al «dovere di ricostruire il Paese e questo si fa con un programma di governo e non con la politica urlata». Incredibile, se si pensa a certi suoi interventi ai limiti della cacciata nell’Aula di Montecitorio.

Cosa è successo a Di Pietro? Nessuna conversione, no. È una scelta precisa, maturata dopo le Amministrative. Che per l’Idv sono state drammatiche. Rispetto alle Regionali, infatti, si è quasi dimezzata: ha perso 62mila voti, circa il 40%. De Magistris ha vinto a Napoli. Ma è stato un successo personale. Come ha messo in chiaro auto-sospendendosi dal partito. Il calo dell’Idv è stato inversamente proporzionale alla crescita di Sel e dei grillini. La spiegazione è semplice. Dopo le Politiche del 2008, quando la sinistra radicale è stata spazzata via, Di Pietro aveva occupato quello spazio. E ne aveva ereditato gran parte dei consensi. Da un anno a questa parte, però, archiviata la vocazione maggioritaria del Pd e ripresa da Bersani la politica delle alleanze, le cose sono cambiate: Vendola è tornato in campo, i grillini sono diventati una forza politica consistente, sono risuscitati i Verdi, i rimasugli a sinistra. Lo spazio a sinistra del Pd, prima deserto, è diventato affollato. E gli elettori dell’Idv sono tornati alle case di prima. Da qui la necessità di un cambio di strategia. Tra i suoi c’è chi ricorda le origini politiche dell’ex pm: l’Asinello, guidato da Arturo Parisi. L’eroe di Mani Pulite punterebbe proprio a questo: trasformare l’Idv in un Asinello 2.0. Una formazione post-ideologica, meno caratterizzata a sinistra. Perché se c’è uno spazio, ora, è lì. A “destra” del Pd. Al centro. Dove un tempo c’era la Margherita, formazione dove confluì l’Asinello. Scelta che potrebbe essere lungimirante. Specie se, come è probabile, il terzo polo si presenterà da solo.

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Commenti all'articolo

  • Dream

    19 Giugno 2011 - 15:03

    il proprio Credo Cristiano "lo si viva in tutte le sue dimensioni (la cultura, la carità e la missione) " ma in politica no, in politica possono esserci compromessi, e nella debolezza umana, nel conto, possono essere inserite anche delle corruzioni politiche.... nella vera Fede no!

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  • Dream

    19 Giugno 2011 - 15:03

    è consapevole, poiche' altrimenti rasenterebbe il ridicolo, considerare sua la maggiranza che è andata a votare... cerca di apparire umile.....ma non lo è!!

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  • Cattif.49

    17 Giugno 2011 - 16:04

    La giravolta di Tonino é stata troppo repentina per essere credibile e , salvo eccezioni , gli italiani non si lasceranno incantare dalla faccia di bronzo al cubo del molisano ruspante .

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  • compagno sovietico

    17 Giugno 2011 - 15:03

    come è possibile che la magistratura non ha provveduto all'arresto in carcere della grande sindachessa iervolino e il governatore bassolino per il disastro ecologico, per danno ambientale e sanitario e per le montagne di rifiuti accumulate a napoli e dintorni.se un negoziante non tiene igienico il suo locale viene denunciato dai nas e chiuso l'esercizio.questi due incapaci sono ancora a piede libero.perchè?non saranno mica familiari dei giudici? credo di no. ma forse qualche legame c'è!giudicate voi. p.s. forse i due sono in attesa del premio nobel per l'ambiente.l'ultimo nobel per la pace è stato dato ad un certo obama(non osama) perchè ha inviato subito dopo averlo ricevuto 30000 soldati in più in afghanistan.ho intenzione di raccogliere le firme per fare dare un'altro nobel,questa volta per l'ambiente,a obama per avere realizzato il peggiore inquinamento di tutti i tempi, dei mari dal petrolio bp,senza intervenire.gli usa potevano chiedere aiuto alla nostra protezione civile.

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