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Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
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Sono smarriti, i democratici, per tutte queste indagini contro uomini di punta del partito. Da ultima, quella contro Filippo Penati, l’ex capo della segreteria politica di Bersani, presidente del Consiglio regionale, accusato di concussione, corruzione e quant’altro. Prima l’arresto di Franco Pronzato, responsabile trasporto aereo del Pd. Poi quello di Vincenzo Morichini, consulente della Fondazione Italianieuropei. E adesso, il botto: Penati, l’uomo forte del Pd in Lombardia, il grande sponsor nordico dell’attuale segretario. Sembra un accerchiamento. Come se le toghe avessero deciso di cambiare mira e puntare dritti lì, contro il Pd. 
Ma c’è anche chi vede in questo furore di manette una ragione di consolazione: <I pm danno per morto Berlusconi. E hanno capito che la prossima volta vinciamo noi>, spiega un democratico. Le toghe, insomma, si sarebbero messe avanti con il lavoro. Per quando al governo ci saranno loro. Perché i magistrati, si sa, colpiscono sempre chi è al potere. Finché erano opposizione destinata a rimanere tale non li filava nessuno. Ma adesso… Ora che si è capito che siamo alla fine di Berlusconi, la ruota gira. La sequela di inchieste contro uomini chiave del Pd sarebbe, dunque, la prova che il centrosinistra vincerà le elezioni. Una prova un po' costosa, ma tant'è.
Se il ragionamento è vero, non c’è qualcosa che non funziona nell’amministrazione della giustizia e dell’azione penale? Perché delle due, l’una: o è un attacco politico dei magistrati (ma i magistrati non dovrebbero fare politica) oppure, se non è un attacco politico, il Pd deve fare un bel po’ di pulizia al suo interno. Entrambe le cose non possono essere vere.

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Commenti all'articolo

  • UlrikeM

    25 Settembre 2011 - 11:11

    il problema è che ci sono ladri che sono considerati ladri e ladri che sono considerati santi. questo non va bene se le considerazioni sono fatte dalla magistratura.

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  • gianfranco ferroni

    26 Luglio 2011 - 00:12

    Caro Direttore, il commento piu' naturale che e' possibile esprimere e' solo questo : SONO TUTTI UGUALI ! Se ne devono andare tutti prima che sia troppo tardi. Questo popolo ha gia' sopportato abbastanza. C'e' solo da vergognarsi a vivere in questo paese.

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  • leno lazzari

    22 Luglio 2011 - 21:09

    Io, invece, cara Elisa, credo che sia tanto un attacco politico che il bisogno di fare pulizia nella politica della sinistra. Io sono l'esatto opposto di "manettaro", e sarei già contento che si sappia pubblicamente e ufficialmente che la sinistra ha, nel complesso, le manine sporche ne più ne meno che la destra. E in merito a quelle toghe, beh, la mia teoria è che lavorino per la sinistra "vendoliana" e "rizziana", entrambe del PDSP, Partito Della Spesa Pubblica. Tanto paga Badoglio, ovvero il cittadino. Leno Lazzari

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