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Tonino e Beppe, la strana coppia

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Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
Tonino e Beppe, la strana coppia
Il primo a tentare l’abboccamento è stato Antonio Di Pietro. A quel punto Beppe Fioroni, da buon democristiano, è andato a vedere. E così tra l’inventore di Mani Pulite e il capo dei popolari del Pd è iniziato un dialogo intenso. Che non è escluso si traduca, presto o tardi, in qualcosa di più. Qualcuno parla di una nuova Margherita. Una Cosa di centro, pragmatica e riformista, moderata e legalitaria, che si metta alla guida di una coalizione di centrosinistra. E sia in grado di raccogliere i voti in uscita dal centrodestra dopo Berlusconi. Questo, almeno, è quello che ha in mente Di Pietro. Il quale, bisogna ricordarlo, fu uno dei protagonisti dell’Asinello, la formazione che alla fine degli anni Novanta riunì il movimento dei sindaci e i prodiani. Qualcosa di questo rapporto a prima vista soprendente si vedrà domani alle 18 alla piscina dell’Eur. I due, infatti, saranno sullo stesso palco per un confronto pubblico organizzato da Lucio D’Ubaldo, braccio destro di Fioroni e anima del Pd dell’Eur, il circolo romano baluardo dei popolari (qui hanno preso l’80%). Titolo: “Alternativa o ricostruzione?”. Dove l’oggetto è il centrosinistra. Da ricostruire, oltre che da interpretare come alternativa.
Per capire cosa sta dietro a questo incontro bisogna tornare a una quindicina di giorni fa. È il periodo in cui Di Pietro dà vita alla “fase 2” dell’Italia dei Valori. Basta con l’antiberlusconismo, bisogna diventare riformisti e propositivi. Proprio in quei giorni l’inventore di Mani Pulite avvicina Fioroni. Gli chiede cosa ne pensi della svolta che sta imprimendo al suo partito. Comincia un dialogo che prosegue nei giorni successivi. Sul futuro del centrosinistra, sul Pd. La posizione di Fioroni è nota. Da tempo l’ex ministro critica la strada in cui è si è incamminato il Pd, sempre più simile a una riedizione dei Ds. Ora anche Di Pietro, che per due anni ha occhieggiato alla sinistra radicale, si ritrova sulle stesse posizioni. I due si trovano d’accordo su un punto: questo centrosinistra, così, non va. Soprattutto, non va il Pd. Incapace di essere guida riformista della coalizione, di dare casa ai delusi di Berlusconi. Proprio questo manca a sinistra: un partito riformista, post-ideologico, che tenga alta la guardia sulla questione morale, ma che parli ai moderati. Nasce da questi ragionamenti, sorprendentemente simili, l’idea di organizzare un dibattito pubblico insieme.
D’Ubaldo conferma a Libero questo reciproco interessamento: «Di Pietro sta facendo una svolta degna di attenzione. Noi popolari da tempo siamo preoccupati di costruire un ragionamento che faccia perno nel centrosinistra, ma che superi il Pd così com’è diventato». Da qui il confronto con Di Pietro. Continua D’Ubaldo: «La domanda da cui parte il confronto sarà: è possibile immaginare un nuovo centrosinistra?».
Fioroni, in realtà, sta giocando su più tavoli. Uno, molto più avanzato di quanto appaia, è quello con Raffaele Bonanni e Maurizio Sacconi. Con il segretario della Cisl e il ministro del Pdl è in corso da tempo un dialogo per costruire una formazione capace di raccogliere i moderati di entrambi i poli. La data x è l’uscita di scena di Silvio Berlusconi, che, nei piani dei tre, dovrebbe “scongelare” entrambi i poli. Anche per questo Di Pietro, che sa del progetto con Bonanni, ha cercato Fioroni. «Perché non fare noi due un partito così, ma dentro il centrosinistra?», è il succo della sfida. Fioroni porta la tradizione popolare, lui quella legalitaria. Naturalmente uno degli effetti sarebbe di bloccare sul nascere il progetto con Bonanni e Sacconi. Che, se prendesse forma, metterebbe all’angolo il “nuovo” Di Pietro. Per quanto, sostiene chi ci ha parlato, l’ex pm non esclude di prendere in considerazione l’altra strada. Quella, cioè, di Bonanni e Sacconi. Ma sono scelte del futuro. Intanto l’avvicinamento tra lui e Fioroni c’è stato. E hanno scoperto di avere molti più punti in comune di quanto non pensassero. Come si dice in questi casi, se son rose fioriranno.

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Commenti all'articolo

  • bellanto

    25 Luglio 2011 - 16:04

    Il buon venditore è il sig. berlusconi che con i suoi fazzoletti venduti sta facendo piangere da 17 anni gli italiani e alcuni continuano a piangere convinti che faccia bene altri hanno smesso perchè non hanno piu' lacrime perchè grazie a lui...COSTANO E SONO TASSATE!

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  • gicchio38

    25 Luglio 2011 - 10:10

    Il primo a tentare l’abboccamento è stato Antonio Di Pietro. A quel punto Beppe Fioroni, da buon democristiano, è andato a vedere. E così tra l’inventore di Mani Pulite e il capo dei popolari del Pd è iniziato un dialogo intenso. Che non è escluso si traduca, presto o tardi, in qualcosa di più. Qualcuno parla di una nuova Margherita. Una Cosa di centro, pragmatica e riformista, moderata e legalitaria, che si metta alla guida di una coalizione di centrosinistra. E sia in grado di raccogliere i voti in uscita dal centrodestra dopo Berlusconi. CHE VUOI: I GHEI CHE SI ACCOPPIANO NON SONO UNA STRANA COPPIA? LA ONOREVOLE COMUNISTA CHE SI ACCOPPIA CON UN'ALTRA DONNA E LO SPUTTANA PUBBLICAMENTE NON E' UNA STRANA COPPIA? E ALLORA IL TRATTORISTA antonio di pietro CHE SI VUOLE ACCOPPIARE CON beppe fioroni PERCHE' NON PUO' ESERE UNA STRANA COPPIA??? DALLA MIA PARTE SI DICE : "PARO CERCA PARO". COSI' PUO' DARSI CHE SI CALMINO LE FREGOLE DI TUTTI E DUE E LO ZOTICONE HA MENO TEMPO PER DIRE FREGNACCE

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  • compagno sovietico

    25 Luglio 2011 - 01:01

    non riesco a capire se la nuova posizione politica di pietro è dovuta ad un ravvedimento sulle stupidaggini dette sinora o la nuova filosofia è conseguente a cure mediche?bene di pietro.io credo che la psicolabilità può essere causata anche dal virus del cetriolo.comunque un vero venditore quando capisce che il mercato non richiede un determinato prodotto cambia genere o attività.non sarà il caso che di pietro cambi attività e ritorni a fare il giudice che è l'attività che gli si riusciva meglio!?

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