Cerca

Casson: "Nel Pd tanti casi di corruzione, c'è un problema di etica pubblica"

questione morale

Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
Casson: "Nel Pd tanti casi di corruzione, c'è un problema di etica pubblica"
«Il caso di Penati non è isolato. Purtroppo vicende simili, di  corruzione nella pubblica ammi nistrazione, sono successe anche  in altre regioni. È evidente che c’è  un problema di etica pubblica. Di  fronte a questo, il Partito democra tico dovrebbe riflettere e agire pri ma e di più». Felice Casson, ex ma gistrato, ora senatore del Partito  democratico, non ha la voce del fu stigatore. Eppure, dietro alla mor bida cantilena veneziana, non ri sparmia scudisciate al suo partito.
 Il gip ha negato l’arresto a Filippo  Penati per prescrizione dei reati.  Ma lui, se volesse, potrebbe rinun ciare alla prescrizione?
 «Sì. In questi casi il giudice, a meno  che non risulti la chiara estraneità  ai fatti, deve dichiarare estinto il  reato. Ma l’imputato, in ogni fase  del procedimento, può sempre di re: “No, preferisco che si arrivi fino  in fondo, che venga accertata la ve rità perché ritengo di essere inno cente”».
Secondo lei Penati dovrebbe farlo?
«È una valutazione processuale e  personale che spetta a lui e ai suoi  avvocati».
 C’è, però, anche un aspetto politico  in tutta questa vicenda. Lei cosa ne  pensa?
 «Esiste un problema di etica pub blica, di corruzione diffusa. Ed è un  discorso che riguarda sia la com plessità della pubblica ammini strazione, sia il Partito democrati co. Vicende simili, purtroppo, si so no svolte anche in altre regioni. Pe nati non è il solo».
Bersani sostiene che si tratti di sin goli casi. Non è così?
«Io credo che il tema dell’etica pub blica vada affrontato in maniera  decisa e netta anche dal Partito de mocratico. La responsabilità pena le, ovviamente, va accertata dalla  magistratura. Ma gli aspetti politici  sono per certi versi ancora più deli cati, perché da un politico bisogna  pretendere una trasparenza ampia  e convincente. E il Pd, su questo,  dovrebbe agire di più».
In che senso?
 «Bisognerebbe lavorare di più sulla  prevenzione. Il rispetto delle regole  deve essere richiesto prima che si  verifichino episodi di questo tipo».
 Come?
«Per esempio con una maggiore  trasparenza in tutti gli incarichi di  pubblica amministrazione. Abbia mo centinaia, migliaia di ammini stratori eletti. La grandissima parte  sicuramente sono bravissime per sone. Ma possono verificarsi casi di  questo tipo. Quando sono più di  uno, come sta accadendo, bisogna  che l’organizzazione politica riflet ta e capisca come intervenire. Biso gna far crescere dal punto di vista  etico chi aderisce al partito e avere  la capacità di intervenire subito,  chiedendo un passo indietro appe na si verificano casi delicati».
 La reazione del Pd, finora, non è  stata di questo tipo?
 «Bersani non è stato in silenzio. Ha  detto che la magistratura doveva  agire il più fretta possibile. Ed è po sitivo che Penati si sia dimesso da  tutti gli incarichi nel partito e da vi cepresidente del Consiglio regio nale. Finché non si arriverà a sen tenza definitiva, non credo si pos sano prendere altri provvedimenti.  Anche se ritengo che a un politico si  possa e si debba chiedere un passo  indietro fino a quando non si fa  chiarezza».
 Ieri Penati si è autosospeso dal par tito. Ma è ancora consigliere regio nale. Dovrebbe dimettersi anche  da questo incarico?
 «Bisogna aspettare la conclusione  della vicenda. Può darsi anche che  si aggravi la situazione, visto che c’è  il ricorso del pm contro la decisione  del gip. Ricordo che nel caso di Alberto Tedesco il gip aveva rigettato  una parte della richiesta di arresto,  ma poi il Tribunale del Riesame ha  dato ragione ai pubblici ministeri».
E nel caso di una sentenza di con danna?
«Se la pena è superiore ai cinque  anni, scatta l’interdizione dai pub blici uffici. Se è inferiore, può esser ci l’interdizione temporanea».
Ma se c’è la prescrizione è salvo...
«Certo. Ma di fronte a una sentenza  di prescrizione in cui i fatti vengono  accertati e dichiarati, bisogna che  tutti quanti ne prendano atto».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • veneziano49

    17 Settembre 2011 - 22:10

    Nordio stava indagando sul PCI_PDS ?

    Report

    Rispondi

  • adrealina

    07 Settembre 2011 - 16:04

    Dottor Casson, lei dopo tanti anni in Magistratura non si era mai accorto che il Pd andava avanti, per l'organizzazione che ha, prendendo soldi a dritta e a manca? Non posso crederci perchè un magistrato con i contatti che ha con i colleghi non possono sfuggire questi scandali. Certo si può fare anche orecchio da mercante. Comunque sono lieto del suo sfogo, mi da l'impressione che lei cerchi una via di salvezza. Ad maiora.

    Report

    Rispondi

  • Blackcat

    30 Agosto 2011 - 08:08

    toh, guarda che si e svegliato il casson.

    Report

    Rispondi

blog