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Il Parlamento non fa leggi, ma sa fare lo spritz (ottimo)

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Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
Il Parlamento non fa leggi, ma sa fare lo spritz (ottimo)
So che adesso mi attirerò le ire dei giustamente indignati contro i privilegi della “casta”, i menù dei ristoranti del Senato, della Camera, i vitalizi, le auto blu, le tariffe dei barbieri del Parlamento e chi più ne ha più ne metta.  Ma lo spritz è lo spritz. E dunque:  in risposta a chi me lo aveva chiesto e a me stessa, ho verificato il capitolo “spritz alla buvette” (e poi lo devo al nome di questo blog).  Nonostante la crisi, le scosse nella maggioranza, i destini incerti del governo, dell’opposizione e del Paese, posso darvi una bella notizia. Alla buvette della Camera fanno un ottimo spritz. Anzi, uno spritz d’eccezione.  Si dà il caso, infatti, che alla mia richiesta (“uno spritz, per favore”), oggi mi abbiano servito uno spritz fatto con il Select. Per i profani del genere spiego che il Select è un liquore rosso e leggermente alcolico, un po’ più scuro dell’Aperol.  Come saprete, lo spritz, dalle Alpi alla Sicilia, è fatto con Aperol e prosecco o vino bianco. Purtroppo da Firenze in giù c’è la deplorevole usanza di aggiungere la Soda. Non parliamo della manciata di cubetti di ghiaccio con cui gli spilorci barman romani affogano (e rovinano) la preziosa bevanda. Una bestemmia per veneziani, ma non solo. Con dispiacere devo ammettere che anche alla buvette mi hanno aggiunta l’eretica Soda. Per fortuna niente cubetti. Ma si sono fatti perdonare subito dopo. Con un’aggiunta che mi ha lasciata di stucco: il Select. Trattasi di liquore tipicamente veneziano e difficilissimo da trovare. Pare che avessero smesso di produrlo. Da qualche tempo, invece, è tornato in circolazione. O almeno alla Camera. E devo dire che lo spritz con il Select è ottimo. Molto molto meglio che con l’Aperol. E’ dolce, ma con una punta di amaro. Meno, però, del Campari. Insomma, una delizia. Quindi, con buona pace degli anti-casta, complimenti vivissimi ai baristi della buvette. Non so se il Select costi più dell’Aperol. Verificherò. Ma non credo. In ogni caso è una scelta che mi ha riappacificato con il mondo dopo le ansie di una giornata segnata dal declassamento dell’Italia.  Lo so, volete sapere quanto mi è costato: 2, 50 euro. Ok, poco. Ma rispetto al prezzo folle (da ladri) con cui viene servito da Firenze in giù, è il suo giusto. Perché sopra Firenze, diciamo sopra Bologna, lo spritz costa esattamente 2,30-2,50. Quindi, per una volta, il privilegio ha restituito l’equità. E così la giustizia, alla fine, ha trionfato. Almeno in materia di spritz, ci siamo. Certo, manca tutto il resto. Ma da qualcosa bisogna pur ripartire... 

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