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La rivincita degli onorevoli fumatori

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Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
La rivincita degli onorevoli fumatori

E alla fine hanno vinto loro. I fumatori. Hanno alzato i menù a onorevoli e senatori. Hanno sforbiciato le indennità e altre cosucce. Ma il sacro rito del fumo ha trionfato. Da quando, infatti, la Camera dei Deputati ha ripreso i lavori,  c'è una novità. Il corridoio di sinistra che collega l’atrio di Montecitorio al Transatlantico, finora luogo di chiacchiere, abbiocchi e telefonate (accanto a ogni divanetto c’è un telefono abilitato a chiamate interurbane), è stato trasformato. Da un lato e dall’altro dell’ingresso al corridoio è comparso un cartello che recita: “Stanza per fumatori”.  E accanto a ciascun divanetto è stato messo un bel posa-cenere da terra. Una rivincita dei deputati-fumatori che, da quando è entrata in vigore la legge Sirchia, erano stati confinati al cortile interno. D’ora in poi, avranno a disposizione un intero corridoio. Largo, spazioso, con divanetti e telefoni. Molto meglio dei senatori, che devono accontentarsi di una stanzina microscopica vicino all'Aula o di una finestra giù per le scale. Alla faccia dei comuni mortali che, nelle giornate invernali, devono fumarsi la loro colpevole sigarettina, reietta dalla società, o il puzzolente sigaro, praticamente un paria, in balconi all’addiaccio, sulla soglia dell’ingresso o, come al liceo, in bagno.

Francamente, per chi non fuma, è un po’ una scocciatura: oggi per evitare lo tsunami di fumo passivo, mi è toccato fare il giro largo, passando davanti a posta, bagno e tabaccheria.  Ma mi rendo conto che con questi chiari di luna, incertezze sul futuro personale oltre che del Paese, il bisogno spasmodico di fumare aumenta. Oggi pomeriggio, per dire, il corridoio-fumoire era strapieno. E non voglio immaginare i prossimi giorni, quando le giornate si faranno fredde. Non so decidermi se gridare all’ingiusto (e insano) privilegio o se applaudire alla rivincita politicamente scorretta, ma liberatoria e forse terapeutica.  In fondo meglio una sigaretta di una escort . O no? Vedete voi.

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