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D'Alema show: mi si è ridotta la corrente

politica

Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
D'Alema show: mi si è ridotta la corrente
<Da quando ho fatto il passo indietro, lavoro come un matto. Non si capisce come, ma è così, credetemi>. Inizia così il D’Alema-show andato in scena oggi in Transatlantico. In mano un plico di fogli (agenzie di stampa internazionali, Bloomberg, ritagli di giornali stranieri), l’ex premier, sulla soglia dell'Aula, si ferma con un gruppetto di cronisti. Stranamente loquace e di buon umore. Scherza sulla sua “corrente”:  <Ormai si è ridotta all’osso. Leggo che ormai sono rimasti solo Orfini e Ventura… Poca roba, insomma. Del resto, io seguo l’esempio di Moro>. I presenti lo guardano con aria interrogativa.  Lui, dopo una pausa, spiega: <A chi gli diceva: “Dobbiamo vincere il congresso!”, rispondeva: “Per carità! Non sia mai. Sono solo guai. Poi viene il capo della federazione che ti chiede questo, quell’altro che vuole quest’altro… Noi non dobbiamo superare più del 7%! Mai!”>.  Paola Concia, deputata del Pd, dice che anche suo papà le ricordava questo aneddoto, aggiungendo: <Moro ha sempre governato con il 7%!>. Segue excursus dalemiano sulla politica estera (le faccende in cui, appunto, D’Alema spiega di essere affaccendato, ora che la corrente gli si è <ridotta all'osso>).  <Studio, mi occupo di politica estera… ho scritto di recente su Le Monde, per esempio…>.  Concia gli ricorda una sua frase passata alla storia: <Cosa faccio? Io mi occupo del mondo…>. D’Alema, compiaciuto, ride sotto i baffi. E ricorda un’altra espressione per cui è diventato famoso  - <le iene dattilografe>, riferito ai giornalisti. Spiega che è una citazione di Stalin. Si passa a valutazioni sulla primavera araba. La Libia, la guerra civile. <E’ un paese difficilissimo, complesso. Fatto di tribù. Io queste cose le scrissi sul Sole24Ore mesi fa e uno che non capisce niente mi accusò di essere filo-gheddafiano. Bah>. Dice che il presidente del Cnt è un ex di Al Qaeda, che <si è fatto due anni a Guantanamo, poi si è pentito>. Segue altro <bah> implicito. Si dice certo che in Egitto vincerà Amr Moussa, l’ex segretario della Lega Araba. <Mio vecchio amico>.  Squilla la campanella del voto. Entra in Aula. La vita è così. Bisogna anche occuparsi di cosucce: far la spesa, votare.

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