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Riapre il mercato, tra affari di famiglia e non solo

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Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
Riapre il mercato, tra affari di famiglia e non solo

Si è riaperto il Parlamento-mercato. Del resto,  è una legge economica. Se uno (l’Udc) comincia a comprare deputati (politicamente parlando, ovviamente), ma volete che il concorrente (Silvio Berlusconi), peraltro un esperto in materia, non faccia lo stesso (sempre politicamente parlando)? Così oggi, giornata a Montecitorio di apparente piatta, in realtà i movimenti sono stati tantissimi. E di ogni tipo. Roberto Rao, Udc, ha detto che Berlusconi ci ha provato coi tre del Pdl da poco passati all'Udc. Ma le avances non avrebbero avuto successo. La notte, però, è lunga.  E per avere certezze numeriche bisogna attendere domani.

Forse è per questo che le opposizioni, fino a ieri decise a presentare la mozione di sfiducia dopo il voto sul rendiconto, stanno cambiando idea. <Vediamo domani>, si dice nel gruppo del Pd. <Il problema è che 'sti malpancisti del Pdl non hanno le idee chiare. Alcuni dicono che voteranno il rendiconto, altri che si astengono se noi ci asteniamo, altri che voteranno contro. Non si capisce niente...>.

Ma il tormentone del giorno è: il premier si dimetterà, non si dimetterà? L’incontro di Silvio Berlusconi ad Arcore coi figli lo avrebbe convinto a non farlo. La ragione ce la spiega un deputato Pdl, berlusconiano doc: <Oooh. Ma lo volete capire sì o no? Non-può-permettersi il lusso di dimettersi (ben scandito, con pause in mezzo, n.d.r). Il giorno che non è più presidente del Consiglio fa la fine di Papa. Farà così: chiederà il voto sulla lettera della Bce. E voglio vedere chi avrà il coraggio di dire di “no”. Come lo spiegheranno? Dicono di no e poi aspettano 20 giorni per fare un governo che si assumerebbe gli stessi impegni? Bene, facciano. Poi si inizia la campagna elettorale>. Ma in molti stanno ancora cercando di convincerlo a farlo. Non è detto che il suo interesse sia "resistere resistere resistere".

Altri eventi da segnalare: complice la presentazione del libro di Michele Vietti, vicepresidente del Csm, Gianfranco Fini, presidente della Camera, Renato Schifani, presidente del Senato, Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza, Luigi Zanda, vicepresidente dei senatori del Pd,  e lo stesso Vietti si sono incontrati nello studio del presidente della Camera.  Per la precisione: prima si sono visti Fini e Schifani. Poi li hanno raggiunti Letta, Zanda e Vietti, dopo averli attesi nell’anticamera dello studio di Fini. Anticamera nella quale Letta, Zanda e Vietti si sono parlati. Potete immaginare la ridda di voci che ne è nata a Montecitorio. Nasce il governo Schifani? Salgono le quotazioni del governo Letta? Il Csm spinge per un governo di transizione? In tutto questo, il libro di Vietti  si intitolava: “La fatica dei giusti”.  Vuoi vedere che spunta il governo dei giusti?

 

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