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Monti e i poteri forti

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Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
Monti e i poteri forti

I poteri forti ci sono. Eccome. Ci sono le corporazioni, le lobby. Quelle che anche questa volta hanno vinto. Taxisti, farmacisti. Per non dire di avvocati, notai, medici e giornalisti - sì, anche noi - nemmeno sfiorati dal decretone che speriamo salvi questa povera Italia almeno dal fallimento.  Mario Monti, nel suo discorso di insediamento in Parlamento, ci aveva scherzato su. I poteri forti? Non esistono, tranquilli. "Io li ho visti, in Europa. E li ho combattuti". Allora, delle due l'una: o i taxisti sono più forti di Bill Gates o il premier Monti è più debole del fu commissario Monti. L'impressione, oggi alla Camera, è che sia vera la seconda.

Colpa dei partiti, che hanno deciso di starci, ma con un piede dentro e uno fuori? Colpa del governo, che non ha voluto o potuto ingaggiare una battaglia contro le corporazioni di questo Paese? Il risultato, però, è quello che si vede. Poco o nulla sul fronte delle liberalizzazioni. E dire che sarebbero state riforme a costo zero. Non un soldo in più. Solo un segnale. Forte. Di cambiamento. <Siamo sempre alle solite: si parte con il primo tempo e non si arriva mai al secondo...>, commentava alla buvette un ex deputato, amico di Prodi. Siamo un Paese così, proiettato sull'intervallo. Se mai ci si arriva.

L'altra riflessione che si sente fare tra cortile e Transatlantico è che questa prima prova dei tecnici ha dimostrato come la politica debba esserci. Perché anche i migliori tecnici, con le migliori intenzioni, non ce la fanno. Travolti dai meccanismi infernali dei regolamenti, dalla difficoltà di tener tutto insieme. Vedremo il resto. Intanto, oggi, alla Camera, il clima è piuttosto funereo.

 

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