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La tentazione del PdL: passare all'opposizione

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Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
La tentazione del PdL: passare all'opposizione

“Qui si sparisce”, mi fa un deputato del Pdl. E mi mostra un sms di un elettore: “Non votare, non condannarci ai lavori forzati”. Altro che malumore. Il principale partito del centrodestra è in crisi nera. Chi siamo, dove andiamo? Nessuno lo sa. Alla Camera, oggi, sulla fiducia al milleproroghe, si è rivisto: 24 assenti, 6 in missione, 5 astenuti. Renato Brunetta vagola per il Transatlantico, Giulio Tremonti non si vede da mesi, gli ex An fanno comunella da una parte, gli ex Fi dall’altra. E tutti scuotono la testa: così non si può andare avanti. Un altro deputato: “Perdiamo due punti a settimana. Fra un anno dove andiamo? E alle prossime amministrative sarà un bagno di sangue. Se al Nord non ci alleiamo con la Lega, perdiamo dappertutto. E tra liste civiche o del sindaco, il Pdl avrà una media del 15%. E’ il punto di non ritorno”. A questo punto, dicono in molti, meglio andare a votare. Ma Giorgio Napolitano non lo permetterà. E nemmeno gli italiani, pronti a punire chi fa cadere il governo che sta salvando l’Italia dal default. Allora? Ci sarebbe un’altra via. Ed è la grande tentazione che in questo momento attraversa il Pdl: passare all’opposizione. Con la Lega. “Almeno recuperiamo una voce, una strategia”.

Intanto di là, nel centrosinistra, si torna a Vasto. Bersani in un’intervista all’Unità ha riaperto a Vendola e a Di Pietro. I quali hanno contraccambiato: “Bisogna riaprire il cantiere del centrosinistra”.  

A due mesi dall’insediamento del governo Monti, i partiti si sono già stancati. E smaniano di tornare ai rispettivi ovili: il Pdl dalla Lega, il Pd da Idv e Sel. E il decreto sulle liberalizzazioni rischia di essere stravolto dagli emendamenti dei partiti che “sostengono il governo”. Mi sbaglierò, ma per Monti la strada comincia a farsi in salita.    

 

 

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Commenti all'articolo

  • lulinho

    28 Gennaio 2012 - 22:10

    Sono terrorizati di perdere le elezioni. Hanno un senso del dovere eccezionale. Poi si incazzano quando i Tedeschi ci prendono a pesci in faccia. Fare le scarpe a Monti...ORA??? LI voglio vedere prendere questa decisione.Banda di Cialtroni e Mafiosi. .... andate a farvi fottere .

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  • capitanuncino

    28 Gennaio 2012 - 14:02

    al posto sbagliato?.....Delete please.

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  • capitanuncino

    28 Gennaio 2012 - 11:11

    E con tutti i circuiti elettronici collaudati.Ideale per scorribande notturne.Per rottamare la moglie ci devo pensare due volte.Il centro ecologico vuole essere pagato.Sto pensando di buttarla dalla finestra a Capodanno..Ma ho idea che mi arrivi qualche multa per smaltimento non autorizzato.Meglio allora tenersela così e dimenticare le scorribande.

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  • capitanuncino

    28 Gennaio 2012 - 11:11

    Se ne perdono uno...siamo rovinati.Ci aumentano le tasse per ricomprarne uno nuovo.Altro che 8 milioni di baionette.A 60 anni dalla fine della guerra siamo nelle stesse condizioni.Quanto siamo straccioni.

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