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L'inno al bullismo dei Giovani Democratici

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Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
L'inno al bullismo dei Giovani Democratici

L’idea, in sé, non è male. C’è da fare il tesseramento, che già è roba del secolo scorso. Anziché i soliti volantini e banchetti, si sono detti i Giovani Democratici di Catania, perché non fare un video virale, magari una parodia di quelli che in Rete hanno spopolato di più? Detto, fatto. I Democratici junior confezionano un video (questo: http://www.youtube.com/watch?v=5wwa-6mFP3I) che è la parodia di Never Say no to Panda, uno spot-tormentone che ha fatto più di 100mila contatti su Youtube (http://www.youtube.com/watch?v=Rn07B15U1gk). Nell’originale il prodotto pubblicizzato è un formaggino. Si propongono diverse situazione nelle quali a varie persone viene proposto il prodotto. A ogni rifiuto (“No, thanks”), arriva un Panda gigante che, serafico ma implacabile, scaraventa per terra e distrugge quello che il malcapitato soggetto ha per le mani. Degno contrappasso per non aver voluto assaggiare il formaggino Panda.

I Giovani Democratici di Catania fanno lo stesso. Ma al posto del formaggino, c’è la tessera dei Gd. A ogni rifiuto (“Vuoi tesserarti” “No, grazie, proprio non mi va”) arriva un raggozzone, barba nera, stazza imponente, che getta per terra e calpesta ripetutamente portapenne, riviste, panini, borse di chi non ha voluto tesserarsi.  

Lo spot è divertente. Il problema è che Catania  non è New York e nemmeno Zurigo. Così quello che voleva essere uno scherzo, finisce per essere pericolosamente assonante con il rito del pizzo. O con pratiche di bullismo. Cose che non fanno ridere per niente. Tanto che lo spot ha scatenato reazioni indignate nello stesso Pd. “Bell’esempio di tolleranza”, “Complimenti per la democrazia”, sono alcuni dei commenti più gentili al video. Si può scherzare sulla violenza? E soprattutto in Sicilia? Ognuno guardi e giudichi.

Io sarei incuriosita di sapere se, almeno, è servito a far aumentare le tessere dei Gd.

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Commenti all'articolo

  • LADONNADISION

    21 Febbraio 2012 - 19:07

    ............cosa ti aspetti da quelli che cambiando nome sono rimasti nell'anima profondamente C O M U N I S T I????

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