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Ritornerò, in ginocchio da te

Boeri si umilia davanti al sindaco, ma le ferite restano aperte

Mottola e Costa

Mottola e Costa

Lorenzo Mottola e Massimo Costa sono due giornalisti appena usciti da una convivenza lavorativa di cinque anni con un'elegante signora che ha avuto il grande merito di portare l'Expo a Milano e la pessima idea di tassare le auto dirette in centro (immortale il titolo "Scusa Letizia, ma sei scema?"). Oggi fanno parte, insieme ad un altro milione di persone, del magico mondo arancione creato dal nuovo sindaco. Proveranno a raccontarlo ogni giorno, tra un bicchiere e l'altro.
Ritornerò, in ginocchio da te

Stefano Boeri si è messo in castigo. L’ex assessore alla Cultura, defenestrato lunedì mattina dopo una furibonda lite col sindaco, ha scelto la via della penitenza. In un’intervista a Repubblica, l’archistar democratica si è virtualmente inginocchiato di fronte al sindaco. E’ pronto a tutto. A scendere dal suo bosco verticale, umiliarsi e a rientrare in Comune sia pure con la delega ai cessi del terzo anello di San Siro. A rimanere in giunta come assessore “sotto osservazione”. A continuare il suo lavoro - ci chiediamo quale sia - perfino per un semplice periodo  di prova. E’ la precarizzazione della politica: la Cgil dovrebbe scendere in piazza per difenderlo.

Il problema di Boeri, tuttavia, non è certo l’autoflagellazione.  Il problema è che Giuliano Pisapia è pronto a tutto per silurarlo. Fosse per lui, l’architetto sarebbe già stato spedito fuori dalla porta a calci tempo fa dal suo buttafuori gentile (Paolo Limonta, corpulento leader del centro sociale Cantiere oggi assunto come consulente in Comune). Magari quando qualche costruttore  - ma sono solo voci - si era presentato dal sindaco per lamentarsi delle “ingerenze” dell’assessore nella trattativa per l’acquisto delle aree dove si svolgerà l’Expo. Pare che sia stata questa la vera goccia che ha portato alle stelle la tensione tra i due sfidanti alle primarie. Una ferita che - ci potete scommettere - non verrà sanata da una finta stretta di mano davanti ai flash dei fotografi. Né da un rimpasto di deleghe da Prima Repubblica. 


P.S.: L'ultimo a invocare la mitica "collegialità" - proprio come fanno ora tutti gli altri assessori della giunta Pisapia - è stato Gianfranco Fini. Nel 2009, chiedeva all'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti "scelte più condivise". Serve un cornetto rosso. Anzi, arancione. 

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