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Quanto rischia il Pdl nel patto col diavolo

Perché la sfida sulle riforme ha dei rischi

Martino Cervo

Martino Cervo

Martino Cervo, 30 anni, è caporedattore centrale di Libero dove lavora da quando lavora. Qui si occupa di racconti ameni e no, come diceva Guareschi, cui indegnamente si ispira. Co-autore di un libercolo su Obama, è su Twitter. Ma non sporca.
Quanto rischia il Pdl nel patto col diavolo
La decisiva intervista rilasciata da Silvio Berlusconi a "Libero" domenica scorsa inizia a dare i suoi frutti. Siamo alle parole, certo, ma una nota congiunta di Pdl e Pd su riforme e legge elettorale rappresenta una novità assoluta. Per il Pdl, lanciato dall'input del Cav, l'operazione è suggestiva ma anche ad altissimo rischio. Al momento si può giocare la responsabilità di primattore delle riforme, e il governo "strano" di Monti ha bisogno di una politica impegnata in discorsi seri se vuole durare (e realizzare un programma piuttosto "di destra" sul lavoro, almeno in questa fase). Nel medio periodo, però, la prospettiva di perdere Lega e/o Casini, o di finire da loro cannibalizzati, per il primo partito dell'Aula è alta. Così come non è da escludere che il Cavaliere non sia poi tanto legato alla "scatola" del Pdl: se sono veri anche solo metà dei retroscena che attribuiscono all'ex premier una notevole disinvoltura nell'immaginare nuove formazioni con nuovi candidati, è proprio il Pdl a essere sul filo del rasoio. Magari è l'occasione per diventare un vero partito. 

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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    08 Febbraio 2012 - 10:10

    Ha già perso,con questi tiri mancini,almeno il 60%dell'elettorato. Si ritiri e vada ai giardinetti con i nipotini.

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